Avrebbe posto in essere “un consolidato e reiterato sistema fraudolento nel settore della compravendita di auto usate”: è l’accusa alla base delle indagini – condotte dal 2024 dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Potenza – che hanno portato agli arresti domiciliari un imprenditore potentino.
I militari hanno inoltre eseguito un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca di beni anche per equivalente, per un importo complessivo di circa 62.850 euro, tra cui anche diversi veicoli “tuttora nella disponibilità dell’indagato e destinati alla vendita”.
Secondo l’accusa, l’imprenditore “adescava le vittime – è spiegato in una nota firmata dal procuratore di Potenza, Camillo Falvo – principalmente attraverso annunci pubblicati sui canali social, proponendo autovetture a prezzi particolarmente competitivi. Una volta perfezionata la vendita, incassato il corrispettivo e consegnato il veicolo, l’acquirente riscontrava anomalie o vizi di funzionamento tali da indurlo a riportare l’auto presso il rivenditore per le necessarie riparazioni”. In seguito “con condotte artificiose e raggiri, il commerciante si sarebbe impossessato nuovamente dei mezzi senza restituire il denaro ricevuto, provvedendo in taluni casi a reimmatricolarli o ad esportarli fittiziamente all’estero per poi rivenderli a terzi ignari”, con la conseguente ipotesi del reato di auto riciclaggio dei proventi illeciti.















