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mercoledì, 16 Settembre, 2026
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L’ultimo saluto a Salvatore “Sasà” De Vita: dolore tra Basilicata e Vallo di Diano

Le comunità di Sant’Angelo a Fasanella, Brienza, Polla e Pertosa si sono strette ieri nel dolore per l’ultimo saluto a Salvatore “Sasà” De Vita, il motociclista di 51 anni morto la scorsa domenica mattina a seguito di un tragico incidente stradale avvenuto a Pertosa. De Vita, originario della Basilicata, era conosciuto e stimato anche nel Vallo di Diano, dove aveva costruito nel tempo numerosi legami, sia professionali sia personali. Operaio, ma soprattutto appassionato motociclista, era particolarmente legato al mondo delle due ruote e proprio attraverso questa passione aveva stretto rapporti di amicizia con molti centauri della zona, in particolare con quelli di Polla.

La sua morte ha lasciato un vuoto profondo in entrambe le comunità. Una tragedia improvvisa che ha spezzato la vita di un uomo di 51 anni e che ha suscitato grande commozione tra quanti lo conoscevano e frequentavano. Il drammatico incidente si è verificato lungo la strada statale 19 delle Calabrie, nel territorio di Pertosa. De Vita, in sella alla sua motocicletta, è rimasto coinvolto in una caduta che, per cause ancora oggetto di accertamento, si è conclusa con il violento impatto contro un’abitazione. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti dei Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, coordinati dal capitano Veronica Pastori. Al termine dei primi rilievi, la salma è stata immediatamente restituita ai familiari, consentendo così lo svolgimento delle esequie. Il dolore ha coinvolto anche la comunità di Pertosa, dove si è consumata la tragedia. Nelle ore successive all’incidente, il sindaco Domenico Barba ha espresso la propria vicinanza alla famiglia di De Vita, riportando al centro dell’attenzione anche il tema della sicurezza lungo la SS19.

“È un momento di profondo dolore per la nostra comunità”, ha dichiarato il primo cittadino, manifestando il proprio cordoglio personale e quello dell’intera amministrazione comunale ai familiari e alle persone vicine alla vittima. Barba ha quindi richiamato l’attenzione sulla situazione della strada statale che attraversa il territorio di Pertosa, sottolineando come la questione della sicurezza sia stata più volte segnalata agli enti competenti. “Da tempo, e in più occasioni, abbiamo segnalato agli enti competenti la particolare criticità e la pericolosità di questa arteria”, ha evidenziato il sindaco, ricordando l’intenso flusso di motociclisti che percorre la SS19 soprattutto durante i fine settimana.

Un’affluenza che anche ieri è stata particolarmente significativa: centinaia di motociclisti hanno attraversato il luogo della tragedia e, in molti casi, si sono fermati per rendere omaggio a Sasà, salutando per l’ultima volta quel “collega” con il quale condividevano la passione per le due ruote. Il sindaco ha però voluto evitare qualsiasi generalizzazione nei confronti dei motociclisti, riconoscendo nella maggior parte di loro persone che vivono la propria passione “con rispetto, prudenza e amore per il nostro territorio”. Proprio per questo, secondo Barba, è necessario intervenire affinché la sicurezza della strada possa essere garantita a tutti gli utenti. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è quello di aprire un confronto con Anas e Prefettura, attraverso un tavolo di coordinamento che possa valutare interventi strutturali e misure di controllo mirate. La tragedia di Salvatore “Sasà” De Vita riporta così ancora una volta in primo piano il tema della sicurezza sulla SS19, ma ieri, più di ogni altra cosa, a parlare è stato il dolore di chi lo conosceva.

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