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mercoledì, 16 Settembre, 2026
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Inaugurato il nuovo Osservatorio astronomico dell’Unisa

L’Ateneo allarga il suo sguardo sull’universo con il nuovo Osservatorio Astronomico UniSA. La struttura a cupola, posizionata sul tetto dell’Edificio F al campus di Fisciano, è stata ufficialmente inaugurata e aperta al pubblico, alla presenza di tutto il gruppo di lavoro del Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” e con due testimonial d’eccezione.

Dopo gli eventi metereologici avversi che nel 2019 avevano danneggiato in modo irreversibile la cupola originaria installata nel 2010, il nuovo spazio astronomico di Ateneo rinasce oggi con una nuova struttura, potenziata e più ampia.

Con un diametro di 6.7 mt, la nuova cupola è stata realizzata in tali dimensioni con l’obiettivo di ospitare almeno una classe di studenti in ogni osservazione serale. Il telescopio robotico di cui è dotato l’Osservatorio ha un diametro di 60cm che ne fa il più grande telescopio installato all’interno di un campus universitario italiano, con una lunghezza focale di 5metri. Si tratta di uno strumento totalmente robotizzato e ciò consente di gestirlo a distanza, collegarsi alla stazione meteo ed, eventualmente, interrompere le osservazioni in caso di cambiamenti delle condizioni meteorologiche.

“L’Ateneo guarda verso l’alto e mette a disposizione del territorio e di tutta la comunità di studenti e ricercatori, uno strumento importantissimo – ha dichiarato il Rettore Virgilio D’Antonio in apertura dei lavori inaugurali.  – Un telescopio tra i più grandi del Paese in un contesto universitario e sarà destinato ad attività di ricerca, didattica e terza missione. Da oggi si potrà guardare le stelle attraverso UniSA”.

“L’inaugurazione dell’Osservatorio Astronomico rappresenta un traguardo di straordinaria rilevanza per il nostro Dipartimento e per l’intero Ateneo –  ha aggiunto il  Direttore del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo, prof. Carmine Attanasio.  –  Questo risultato è il frutto di un percorso tenace di ricostruzione e rilancio, reso possibile dalla costante vicinanza della governance di Ateneo, dal supporto dell’Ufficio Tecnico e dall’impegno straordinario dei nostri docenti, ricercatori e personale tecnico” – ha concluso il Direttore.

L’evento è stato l’occasione per ripercorrere con il pubblico in sala le tappe che hanno condotto alla nascita del progetto astronomico di Ateneo. A condividere la storia della prima intuizione sull’importanza di fondare un osservatorio astronomico universitario è stato il prof. Gaetano Scarpetta, Emerito dell’Ateneo e ideatore dell’Osservatorio: “Avendo partecipato sin dall’inizio alla costituzione della facoltà di Scienze, tornare oggi in Ateneo e vedere oggi il successo dell’Università di Salerno è davvero emozionante – ha raccontato il prof. Scarpetta – Avevo circa cinquanta anni quando decisi di ampliare la mia attività scientifica al settore dell’Astrofisica. Immaginavo all’epoca quante possibilità ci sarebbero state in futuro di osservare lo spazio, nuove opportunità di sognare” – ha concluso il professore.

Anche il prof. Salvatore De Pasquale, già Direttore del Dipartimento di Fisica, ha voluto sottolineare la centralità del nuovo spazio di ricerca: “Con l’installazione della nuova cupola l’Ateneo salernitano ha recuperato il suo osservatorio astronomico che, oltre ad attirare numerosi visitatori e appassionati di astronomia, produce risultati scientifici di rilievo. È una infrastruttura che si aggiunge alle altre importanti infrastrutture presenti nel nostro campus arricchendone il valore per studenti, docenti e per l’intera comunità locale”.

Dal punto di vista tecnico “la realizzazione della nuova cupola ha richiesto un lavoro attento e sinergico, dove la precisione ha rappresentato la condizione fondamentale per la corretta riuscita ” – ha dichiarato per l’Ufficio Tecnico di Ateneo l’Ing. Alfredo Landi. Nell’illustrare le diverse fasi operative, che hanno condotto dalla scelta della collocazione strategica della cupola alla sua installazione, l’Ing. Landi ha mostrato le immagini del posizionamento della struttura avvenuto lo scorso giugno e della messa in opera delle sue componenti interne.

“Come nella visione iniziale del professore Scarpetta – ha continuato il racconto Valerio Bozza, attuale responsabile scientifico della struttura –  l’Osservatorio attuale si rivolge al grande pubblico con l’obiettivo di portare l’astronomia su tutto il territorio. Il nostro Osservatorio, come testimoniato oggi anche dalla presenza della dottoressa Marconi, si inserisce nella rete dell’astrofisica campana, italiana e mondiale. Partendo da UniSA, è possibile viaggiare nell’universo”.

In un affascinante viaggio tra immagini dallo spazio, il professore Bozza ha documentato al pubblico le osservazioni finora condotte dall’Ateneo con la nuova struttura, in particolare nel campo della scoperta di nuovi pianeti extrasolari. Notevole è KELT-9b, il pianeta più caldo della Galassia, che ha meritato la copertina di “Nature”. 

Il nuovo Osservatorio Astronomico di Ateneo non sarà soltanto un laboratorio didattico per gli studenti ma, grazie anche al suo ingresso nel Sistema Museale SMAS UniSA, diventerà una vera e propria finestra aperta sul territorio per la divulgazione e la promozione della cultura scientifica. “Lo SMAS da oggi può contare anche sull’Osservatorio, dimostrando la vitalità del progetto di UNISA per la condivisione della ricerca e della didattica attraverso spazi e oggetti che rappresentano la trasversalità degli interessi e la vivacità della nostra comunità accademica – ha dichiarato la prof.ssa Antonella Trotta”.

Ad impreziosire l’evento di presentazione della nuovo spazio di ricerca sono state due testimonianze d’eccezione, quella dell’astrofisica Marcella Marconi, già Direttrice INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte e quella del Colonnello Luca Parmitano, Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea ESA

“La Scienza, le idee, la tecnologia, la divulgazione. Questa è una iniziativa che si inquadra perfettamente nelle principali missioni di chi fa astrofisica oggi – ha sancito la dottoressa Marcella Marconi –  Avere un Osservatorio dentro un Ateneo vuol dire offrire agli studenti l’opportunità di fare un’esperienza sul campo, a casa loro, con tematiche e tecnologie che riguarderanno il loro futuro lavorativo. Fondamentale però anche per il pubblico disporre di una struttura di questo tipo. Fare un’osservazione in cupola consente di capire il contatto tra l’uomo e l’osservazione del cielo”.

A lanciare il taglio del nastro del nuovo Osservatorio è stato il video messaggio dell’astronauta Luca Parmitano: “L’esplorazione spaziale inizia sempre dalla curiosità, dalla voglia di osservare il mondo che ci circonda. Oggi voglio fare le mie congratulazioni all’Ateneo di Salerno, per l’apertura di questo nuovo spazio che presto aprirà le porte al pubblico, che potrà vedere con i propri occhi cosa vuol dire osservare l’universo attraverso un grande telescopio, il più grande della zona. Cieli sereni e viva l’esplorazione spaziale”.

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