mercoledì, 30 Settembre, 2026
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“Ho avuto fame d’aria, oggi ho fame di vita”. Da Padula la testimonianza di Michela Di Brienza per sensibilizzare alla donazione

Ci sono storie che meritano di essere raccontate perché, oltre alla sofferenza, custodiscono un messaggio di speranza. Quella di Michela Di Brienza, originaria di Padula e delegata AIDO Salerno, è una di queste. La sua vita è stata segnata da una prova durissima, due trapianti di polmoni. Due volte l’attesa, due volte la paura, due volte la speranza di poter tornare a respirare e guardare al futuro.

Oggi Michela ha scelto di raccontare la propria esperienza per trasformarla in un messaggio di sensibilizzazione e di consapevolezza. Lo fa in occasione della Giornata Nazionale del Sì alla donazione di organi, tessuti e cellule, in programma il 26 e 27 settembre prossimi e promossa da AIDO, l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule. Il suo messaggio è semplice, diretto, profondamente umano: parlare di donazione significa parlare di vita.

“Fame d’aria” è il titolo che accompagna la testimonianza di Michela. Una frase breve, ma capace di racchiudere un’esperienza che per chi non l’ha vissuta può essere difficile da comprendere fino in fondo. Respirare è un gesto naturale, quotidiano, quasi invisibile. Ma quando il respiro diventa difficile, ogni respiro acquista un valore enorme. Michela conosce quella sensazione.

Ha conosciuto l’attesa e l’incertezza. Ha conosciuto il momento in cui la medicina diventa speranza e quello in cui la speranza deve fare i conti con l’attesa di un organo compatibile. Poi sono arrivati i trapianti. Due volte. E oggi quella che era una “fame d’aria” è diventata una testimonianza di vita ritrovata. Il racconto di Michela non è soltanto una storia personale. È una testimonianza che permette di comprendere, attraverso un volto e una voce, cosa significhi concretamente un trapianto. Dietro ogni intervento non ci sono soltanto dati e statistiche. Ci sono persone che desiderano tornare a vivere la quotidianità, fare progetti, stare accanto alle proprie famiglie, lavorare, viaggiare, sorridere e guardare al futuro.

Michela ha scelto di mettere la propria esperienza a disposizione degli altri proprio per questo. Per ricordare che un trapianto può rappresentare l’inizio di una nuova vita. E che prima ancora di arrivare in una sala operatoria esiste una scelta fondamentale: quella della donazione. La Giornata Nazionale del Sì nasce per portare nelle piazze italiane la cultura della donazione e creare occasioni di informazione e confronto. Volontari AIDO, persone trapiantate, familiari di donatori e cittadini si incontrano per parlare di un tema che riguarda tutti. Perché la donazione non dovrebbe essere un argomento da affrontare soltanto quando ci si trova davanti a una situazione drammatica. È una scelta che può essere discussa prima, con serenità, informandosi e parlandone con i propri familiari. Ed è proprio questo uno degli obiettivi della testimonianza di Michela: sensibilizzare, informare e invitare a riflettere sul valore di un Sì consapevole.

Un Sì che, nel momento in cui viene espresso, può sembrare soltanto una scelta personale. Ma che, un domani, potrebbe significare per qualcun altro la possibilità di continuare a vivere. Michela non nasconde la difficoltà del percorso che ha affrontato. Ma oggi sceglie di guardare soprattutto a ciò che è venuto dopo. Alla possibilità di vivere. Alla possibilità di respirare. Alla possibilità di costruire un futuro. È questo che rende la sua testimonianza particolarmente significativa per AIDO Salerno. Una persona trapiantata che racconta la propria esperienza può arrivare dove spesso una statistica non riesce ad arrivare: direttamente alle emozioni delle persone. Può aiutare a comprendere che dietro la parola “donazione” non c’è qualcosa di astratto. C’è una persona. C’è una famiglia. C’è un’attesa. C’è una speranza. E può esserci una nuova vita.

La storia di Michela parte da Padula e arriva idealmente nelle piazze e nelle famiglie di tutta la provincia di Salerno e non solo. Il suo impegno come delegata AIDO rappresenta la volontà di trasformare una vicenda personale in uno strumento di sensibilizzazione. Non per convincere, ma per invitare le persone a informarsi e a parlarne. Perché sulla donazione esistono ancora dubbi, paure e informazioni non corrette. E proprio per questo il confronto e la conoscenza diventano fondamentali. La scelta deve essere libera e consapevole. Ma deve essere, prima di tutto, una scelta della quale parlare.

I dati del sistema italiano dei trapianti raccontano un sistema che negli ultimi anni ha raggiunto risultati importanti, ma raccontano anche quanto sia ancora necessario continuare a promuovere la cultura della donazione. Nel 2025, secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti riportati da AIDO, in Italia sono state registrate 2.164 donazioni di organi e sono stati effettuati 4.697 trapianti. Numeri importanti, ma dietro ogni numero c’è una storia Quella di chi ha donato. Quella delle famiglie che hanno affrontato una scelta nel dolore. Quella dei medici e degli operatori sanitari. E quella di chi, come Michela, ha ricevuto un organo e ha avuto la possibilità di ricominciare. Per questo la sua voce assume oggi un significato particolare. “Ho avuto fame d’aria, oggi ho fame di vita” non è soltanto il racconto di una donna che ha affrontato due trapianti di polmoni. È un invito a fermarsi, a riflettere e a parlare di donazione. Michela oggi respira, vive e racconta. E attraverso la sua storia affida a tutti un messaggio semplice: informarsi, parlarne in famiglia e scegliere consapevolmente. Perché dietro un Sì alla donazione può esserci un respiro. Può esserci un futuro. Può esserci una vita che ricomincia.

26 e 27 settembre – Giornata Nazionale del Sì alla donazione di organi, tessuti e cellule. Un Sì alla donazione. Un Sì alla vita.

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