lunedì, 12 Ottobre, 2026
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Teggiano si unisce nel ricordo di Salvatore Di Candia. La prevenzione oncologica diventa un messaggio di vita e di speranza

Trasformare il ricordo di una persona cara in un’occasione concreta di sensibilizzazione e di attenzione verso la salute collettiva. È stato questo il significato della giornata di prevenzione oncologica dedicata a Salvatore Di Candia, svoltasi ieri, 10 ottobre, presso il Centro parrocchiale Pier Giorgio Frassati di Prato Perillo, a Teggiano, su iniziativa di ALFIS e FIALS.


Un appuntamento che ha unito l’approfondimento sanitario alla dimensione umana, riportando al centro un tema che riguarda tutti: l’importanza di prendersi cura della propria salute e di aderire ai programmi di screening che il servizio sanitario mette a disposizione della popolazione. Dedicare questa iniziativa alla memoria di Salvatore ha significato trasformare il ricordo in un’occasione di sensibilizzazione, affinché il messaggio della prevenzione possa raggiungere sempre più persone e tradursi in comportamenti concreti.
Ad aprire la giornata sono stati i saluti di Nicola De Canio, presidente di ALFIS, amico e collega di Salvatore Di Candia, legato a lui da un rapporto umano e professionale. A seguire è intervenuto il sindaco di Teggiano, Michele Di Candia, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, seguito dall’assessore Corrado Matera. Sono poi intervenuti monsignor Antonio De Luca, vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, e la capitana Veronica Pastori. Presente anche il presidente provinciale della FIALS Salerno, Carlo Lopopolo.

La partecipazione delle istituzioni civili e religiose ha testimoniato l’importanza di fare rete tra amministrazioni, associazioni e professionisti per diffondere la cultura della prevenzione. Parlare di salute significa, infatti, rendere accessibili le informazioni, spiegare ai cittadini quali strumenti abbiano a disposizione e incoraggiarli a utilizzarli con consapevolezza. La parte dedicata agli approfondimenti sanitari ha visto gli interventi della dottoressa Rosa D’Alvano, dell’oncologa Vincenza Caputo dell’ospedale di Polla, della dottoressa Roberta Vigna, biologa e nutrizionista, e dell’infermiere Antonello Petrizzo. Competenze diverse che hanno contribuito ad affrontare il tema della prevenzione da più punti di vista, sottolineando il ruolo dell’informazione, dei controlli periodici e dell’attenzione quotidiana alla propria salute.
La dottoressa Rosa D’Alvano ha preso parte all’incontro nell’ambito degli interventi dedicati alla prevenzione e alla sensibilizzazione sanitaria. Un tema che richiede un dialogo costante con i cittadini, affinché le opportunità offerte dai servizi territoriali siano conosciute e le persone possano orientarsi con maggiore facilità tra le iniziative disponibili.
L’oncologa Vincenza Caputo, dell’ospedale di Polla, ha portato il contributo della propria competenza specialistica in un ambito nel quale la tempestività della diagnosi può assumere un’importanza determinante. Individuare una malattia oncologica nelle fasi iniziali, attraverso percorsi di screening appropriati, può consentire di avviare tempestivamente gli approfondimenti necessari e, quando indicato, intervenire con le cure più appropriate. La prevenzione e la diagnosi precoce rappresentano strumenti fondamentali nella lotta contro i tumori, pur non potendo garantire in ogni caso che la malattia venga evitata o individuata precocemente.
La dottoressa Roberta Vigna, biologa e nutrizionista, ha rappresentato la prospettiva legata alla nutrizione e agli stili di vita. Un’alimentazione equilibrata, il mantenimento di un peso adeguato, l’attività fisica e l’attenzione ai comportamenti quotidiani sono elementi importanti nella promozione della salute e nella riduzione del rischio di diverse patologie. La prevenzione, infatti, non si esaurisce nel momento del controllo medico, ma si costruisce anche attraverso le scelte di ogni giorno, insieme all’adesione agli screening raccomandati.
L’infermiere Antonello Petrizzo ha completato il quadro degli interventi con la prospettiva assistenziale, fondamentale nel rapporto con i cittadini e nell’accompagnamento lungo i percorsi di prevenzione. Gli operatori sanitari svolgono un ruolo importante nel fornire indicazioni, favorire la partecipazione ai programmi disponibili e aiutare le persone a comprendere le modalità di accesso ai servizi.

Il filo conduttore dell’incontro è stato il valore della prevenzione come responsabilità individuale e collettiva. Informarsi, aderire ai controlli previsti per la propria fascia d’età e rivolgersi ai professionisti sanitari per chiarire dubbi sono comportamenti che possono fare la differenza. Proprio per rendere questo messaggio immediatamente concreto, durante la giornata è stato possibile ritirare i kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci, utilizzati nello screening del tumore del colon-retto, e ricevere indicazioni per prenotare gli esami di prevenzione mammaria. Un passaggio importante, perché ha consentito di affiancare alla sensibilizzazione la possibilità di avviare concretamente un percorso di prevenzione.
L’ASL Salerno mette a disposizione programmi di screening oncologici gratuiti secondo specifici criteri di età e di accesso. Per conoscere le modalità aggiornate di adesione allo screening mammografico e a quello del colon-retto, comprese le sedi presso cui ritirare i kit, è possibile consultare il sito ufficiale dell’azienda sanitaria, all’indirizzo www.aslsalerno.it, oppure rivolgersi al proprio medico di medicina generale. Per lo screening del colon-retto, il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci consente di individuare eventuali segnali che richiedono ulteriori approfondimenti. Lo screening mammografico, invece, è finalizzato a individuare precocemente possibili alterazioni della mammella. In entrambi i casi, aderire ai programmi previsti rappresenta un gesto importante di attenzione verso la propria salute.
Ma accanto agli aspetti scientifici e informativi, la giornata ha custodito un significato ancora più profondo: il ricordo di Salvatore Di Candia, al quale l’iniziativa è stata dedicata. La scelta di promuovere un appuntamento incentrato sulla prevenzione ha dato alla memoria una dimensione concreta, trasformandola in un’occasione per parlare di vita, consapevolezza e attenzione verso gli altri. Il legame con Nicola De Canio, presidente di ALFIS, amico e collega di Salvatore, ha unito il senso dell’impegno associativo a quello di un rapporto umano che continua a essere ricordato. Iniziative come questa mostrano come le associazioni possano diventare un punto di riferimento per il territorio, favorendo l’incontro tra cittadini, istituzioni e operatori sanitari e contribuendo a diffondere informazioni preziose. Gli organizzatori hanno inoltre sottolineato che quella svoltasi a Teggiano è stata la prima edizione della giornata di prevenzione oncologica dedicata a Salvatore Di Candia, ma non resterà un appuntamento isolato. L’intenzione è quella di dare continuità all’iniziativa, promuovendo anche negli anni a venire nuovi momenti di incontro e sensibilizzazione, sempre incentrati sul valore della prevenzione e sull’importanza della tutela della salute.

Il momento conclusivo è stato affidato ai figli Vincenzo e Laura, presenti insieme alla moglie Pina, e a Franco Sanseverino, collega e amico di Salvatore. La loro presenza ha riportato l’attenzione sulla dimensione più intima della giornata, quella degli affetti, dei legami personali e della memoria condivisa. Un momento nel quale il significato dell’iniziativa si è intrecciato con la vicenda umana di una famiglia e con il ricordo di una persona che continua a essere presente nel cuore di chi gli ha voluto bene.
La giornata di prevenzione oncologica di Teggiano si è così trasformata in un’occasione di partecipazione collettiva, capace di coniugare informazione sanitaria e vicinanza umana. Un modo per ricordare Salvatore Di Candia attraverso un messaggio rivolto a tutti: prendersi cura della propria salute, conoscere le opportunità offerte dal servizio sanitario e non rimandare i controlli è un gesto di responsabilità verso sé stessi e verso le persone che ci sono accanto. Perché la prevenzione acquista il suo significato più autentico quando le informazioni diventano consapevolezza, la consapevolezza si trasforma in azione e il ricordo di una persona diventa un’occasione per fare del bene alla comunità.

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