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martedì, 17 Marzo, 2026
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Delitto Vassallo, Colonnello dei carabinieri Cagnazzo interrogato per 11 ore

L’interrogatorio davanti ai pubblici ministeri incaricati dell’indagine sul delitto di Angelo Vassallo è durato undici ore, con l’eccezione di una breve pausa pranzo. Il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, infatti, è stato chiamato a rispondere alle domande riguardanti la tragica notte del 5 settembre 2010, durante la quale il sindaco di Acciaroli fu brutalmente assassinato. La tragedia risale a quattordici anni fa, ma la Procura di Salerno ha recentemente compiuto una mossa significativa nell’ambito dell’inchiesta volta a chiarire le responsabilità e i motivi dietro l’omicidio del sindaco pescatore.

Nella giornata di lunedì, il colonnello Cagnazzo è stato sottoposto all’interrogatorio, a distanza di un anno e mezzo dal decreto di perquisizione emesso dai pm salernitani nell’estate del 2022. Gli inquirenti ipotizzano che Cagnazzo abbia avuto un ruolo nel piano criminoso mirante a depistare le indagini sull’omicidio, puntando le accuse su un narcotrafficante di origine brasiliana, mentre in realtà sarebbe estraneo al delitto di Vassallo secondo le prove acquisite. Gli investigatori avanzano l’ipotesi che l’ufficiale è accusato di concorso in omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dal fine camorristico. Inoltre, pare che Cagnazzo sia stato coinvolto nella fase esecutiva del delitto. Anche se non è evidente chi abbia fatto esplodere i sette colpi che hanno portato alla morte del sindaco, gli inquirenti parlano apertamente di un’imboscata. L’interrogatorio è stato condotto dal procuratore di Salerno, Borrelli, insieme al pm Marco Colamonici e ai colleghi locali assegnati al caso. Difeso dall’avvocato Ilaria Criscuolo, Cagnazzo ha scelto di rispondere alle accuse, dimostrando la sua determinazione nel difendere la propria integrità come individuo e come ufficiale. Nonostante avesse il diritto di non rispondere alle domande, ha deciso di confrontarsi con i pubblici ministeri, probabilmente basandosi sulle perquisizioni del 2022. Secondo gli inquirenti, l’omicidio del sindaco era necessario per proteggere gli interessi legati al traffico di cocaina lungo la costa cilentana. Si trattava di un omicidio pianificato in anticipo per evitare conseguenze dannose e per impedire al sindaco di denunciare eventuali collusioni tra esponenti delle istituzioni, criminali e imprenditori sospettati di essere legati alla criminalità organizzata

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