Il 4 Maggio, grazie al Cervene (Centro Regionale per la Prevenzione e Gestione delle Emergenze), al Comune di Sarno e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno si è tornati a parlare della terribile frana di Sarno, il movimento franoso di vaste dimensioni che, tra il 5 e il 6 maggio 1998, colpì, in particolare, le aree urbane di Sarno, Quidici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello, causando la morte di 161 persone. Alcuni protagonisti di quell’intervento sono tornati a Sarno per relazionare con interventi tecnico scientifici e diverse testimonianze, ricordando quelli che sono stati i momenti più difficili della tragedia e, come poi, da quella esperienza sia nata la Rete dei Centri Funzionali per la mitigazione del rischio idraulico in Italia.

Il tutto è inserito nell’ambito del terzo appuntamento del corso “Le attività della Funzione di supporto n. 2 Sanità Umana e Veterinaria, Assistenza Sociale Metodo Augustus”.
Il corso è inserito, su proposta del Cervene, nel Piano Formativo regionale 2024 in materia di sicurezza e sanità pubblica veterinaria ed è organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Sono intervenuti all’incontro Raffaele Bove, Dante Ferraris, Cosimo Golizia, Michele Buonomo, Pio Acito, Francesco Geri, Giuseppe Ungherese, Modesto Lamattina, Eutelia Viscardi, Aniello Annunziata, Antonio Russo e alcuni volontari di Legambiente che hanno testimoniato l’intervento di allora.














