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venerdì, 6 Marzo, 2026
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Immigrazione clandestina e riciclaggio: il “sistema” fraudolento anche nel salernitano

Stamattina la Tenenza della Guardia di Finanza di Battipaglia ha dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, riguardante 47 indagati. Di questi, 13 sono stati destinatari della custodia in carcere, 24 della custodia domiciliare e 10 di misure interdittive che vietano loro di esercitare attività imprenditoriali e professionali per 12 mesi. I reati contestati spaziano dall’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, al riciclaggio, all’autoriciclaggio e all’utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Contemporaneamente, ufficiali di Polizia Giudiziaria del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro – Reparto Operativo di Roma e Gruppo di Napoli, insieme al Gruppo Guardia di Finanza di Salerno, hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di altri 7 indagati per reati legati all’immigrazione clandestina. L’adozione di queste misure urgenti è stata determinata dal fatto che alcune attività investigative hanno evidenziato che alcuni degli indagati stavano pianificando un trasferimento in paesi nord africani, mentre altri potrebbero essere stati influenzati ad agire in modo simile a seguito dell’esecuzione dell’ordinanza cautelare.

Entrambi i provvedimenti restrittivi sono parte delle indagini relative all’illecito utilizzo del “Click Day” legato ai Decreti Flussi e miranti all’ingresso in Italia per motivi di lavoro da parte di cittadini extracomunitari. Le attività investigative condotte in coordinamento con il Procuratore Nazionale Antimafia hanno permesso di smantellare un sistema illecito completo, che coinvolgeva la costituzione di società ad hoc e l’uso fraudolento delle identità digitali di imprenditori ignari. Si è identificata una rete composta da imprenditori, operatori patronati e liberi professionisti che, in cambio di denaro, facilitavano l’ingresso e le pratiche burocratiche per cittadini extracomunitari interessati.

Anche un gruppo di individui, alcuni dei quali legati all’organizzazione camorristica Cesarano operante a Pompei e Castellammare di Stabia, è coinvolto nel riciclaggio dei proventi derivanti da queste attività illecite. Il carattere estremamente redditizio di questo sistema è evidenziato dal costo che ogni cittadino extracomunitario pagava durante i “click day” per ottenere un nulla osta kit e un visto, nonché per eventuali contratti di lavoro falsi.

Nel corso delle operazioni di perquisizione sono stati sequestrati un terreno a Battipaglia e disponibilità finanziarie e beni per un valore di circa 6 milioni di euro, provento dell’attività illecita descritta. Tra i beni trovati in possesso degli indagati vi erano circa 300 euro in contanti e un libro mastro relativo alle operazioni fittizie.

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