Tavolo sull’automotive in Basilicata. La Cgil: “Grave assenza Stellantis”

“Stellantis: la contrazione produttiva e dell’occupazione è in continua crescita e desta forte preoccupazione visti i numeri allarmanti dell’ultimo periodo : nello stabilimento di Melfi siamo passati che da 392 mila vetture l’anno prodotte nel 2015 a 170 mila prodotte nel 2023, con un calo occupazionale che ha visto l’impresa perdere oltre duemila posti di lavoro. A subire più di tutti il settore della logistica con i circa 700 addetti che sono in cassa integrazione a zero ore. Ancora più grave di fronte a questi numeri, l’assenza dei rappresentanti della multinazionale al tavolo regionale di confronto tenutosi ieri”. E’ quanto dichiarato da Fernando Mega, segretario generale della Cgil Basilicata, Giorgia Calamita e Antonio Lanorte della Fiom Cgil Basilicata e il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito in una nota in cui viene anche richiesto che “il tavolo regionale, al di là degli annunci, venga riconvocato alla presenza di Stellantis a cui la Regione deve chiedere conto di occupazione e salario, e che sia propulsivo nel rapporto con il governo nazionale perché si apra una discussione vera e si mettano in campo adeguate politiche industriali per fronteggiare la crisi che sta impattando solo sui lavoratori mentre Stellantis continua a produrre utili. Attendiamo ancora risposte”.

Una riunione che avrebbe dovuto dare seguito concreto alla stagione del confronto Regione-Sindacati-Parti datoriali avviata dal Presidente della giunta regionale Vito Bardi il 2 settembre scorso, il quale ha assicurato l’impegno del governo regionale per difendere il territorio e i lavoratori, dando seguito agli impegni assunti con l’azienda per sostenere la continuità produttiva dello stabilimento di Melfi. A tal proposito, Bardi ha ricordato di aver inoltrato – d’intesa con Confindustria Basilicata – la richiesta al Governo centrale di accollarsi nell’area di crisi complessa il 20% degli oneri ricadenti sulle imprese per la cassa integrazione in deroga. Una misura che consentirebbe alle imprese dell’indotto e ai lavoratori di sostenere le spese nel breve periodo con la speranza di poter superare questa fase critica.

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