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domenica, 19 Aprile, 2026
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Il regista di Sala Consilina Giuseppe Bonito su Rai 1 con la serie “Brennero”

Nuova grande esperienza di rilievo per il regista valdianese Giuseppe Bonito che la prossima settimana approda su Rai1 (in attesa della fiction “Mike” in onda a ottobre) con una serie prodotta da Cross Productions in collaborazione con Rai Fiction. La nuova serie tv, in quattro puntate, andrà in onda in prima serata da lunedì 16 settembre, sia su Rai 1 che su RaiPlay. “Brennero”, questo il titolo della miniserie, vede la regia di Davide Marengo e di Giuseppe Bonito, quest’ultimo originario di Sala Consilina. La serie prende spunto da un fatto reale: la Notte dei Fuochi del 1961, quando i terroristi tirolesi diedero il via a una serie di attentati per ottenere la riannessione del Südtirol.

La serie è ambientata in una Bolzano che ha la parvenza di una città tedesca, con cartelli in tedesco e molte persone che non parlano l’italiano. Gli stessi cittadini sono spaccati in due: da un lato i tedeschi, precisi, rigorosi e benestanti; dall’altro gli italiani, chiassosi e calorosi. In questo contesto, una PM appartenente a una facoltosa famiglia di lingua tedesca, interpretata da Elena Radonicich, e un ispettore di lingua italiana con un passato difficile, interpretato da Matteo Martari, sono costretti a lavorare insieme al caso di un serial killer. 

Il regista di Sala Consilina, che ha diretto la seconda parte della serie, ha dichiarato: “Quando abbiamo girato abbiamo scoperto che la convivenza fra due comunità e due lingue, cioè quella italiana e tedesca, è ancora reale ci affascinava molto girare in una località dove ci sono le insegne in due lingue. Brennero è questo, i protagonisti raccontano le due anime differenti presenti. Il personaggio di Matteo, tre anni prima, proprio nel tentativo di catturare il Mostro, aveva perso non solo la gamba destra, ma anche la sua compagna (e collega) Giovanna. Per lui, quindi, catturare il Mostro è ormai una faccenda personale, la sua vera e propria ossessione. È un’indagine al presente, ma anche un’indagine al passato”.

Bonito ha inoltre dichiarato: “Volevamo raccontare un territorio: né io né Davide conoscevamo nei dettagli l’Alto-Adige. Siamo stati cauti, all’inizio, ci siamo fidati molto della nostra percezione quando siamo giunti in location, a Bolzano e in Südtirol. Ci siamo accorti, anche tramite alcune cose che ci sono state dette sottovoce, che alcune differenze esistono ancora”.

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