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giovedì, 30 Aprile, 2026
CronacaAttualità

Operazione “Mare Nostro” della Dda di Potenza: tra indagati anche un sindaco

Tra gli indagati dell’operazione ‘Mare Nostro’, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, guidata dal Procuratore Giuseppe Curcio, figura anche Pasquale Cariello, sindaco di Scanzano Jonico (Matera) ed ex consigliere regionale della Lega. L’operazione ha portato all’emissione di 21 fermi, la cui convalida è attesa, nei confronti di individui sospettati di far parte di un’associazione mafiosa attiva lungo il litorale jonico lucano, compreso tra le province di Matera e Taranto.

In particolare, a Cariello, è stata notificata un’informazione di garanzia e ha subito una perquisizione. Gli viene contestato il reato di turbativa di funzione religiosa, aggravato dal 416 bis (associazione per delinquere di tipo mafioso). Secondo quanto dichiarato dal procuratore distrettuale antimafia Francesco Curcio, durante il giorno di Ferragosto “Cariello avrebbe, di sua iniziativa, arrecato disturbo all’esercizio della ‘Processione della Madonna del Mare con le barche’, facendo eseguire un inchino della statua nei pressi di uno stabilimento balneare legato ai clan Scarci-Scarcia”.

Nel corso della conferenza stampa odierna, Curcio ha sottolineato l’importante lavoro sinergico svolto da tutte le forze di polizia e giudiziarie, evidenziando che oltre all’associazione mafiosa, sono stati contestati 81 reati.

Il procuratore ha specificato che l’attività principale del clan riguarda la pesca, rivelando che il clan controllava il tratto di mare lucano e tarantino come se fosse proprietà privata, imponendo il pagamento di un tributo ai pescatori per poter accedere a quelle acque e costringendoli, anche con metodi violenti, a pescare esclusivamente in quella zona, con compensi aggiuntivi in base al pescato.

Curcio ha concluso affermando che dal 2018 una confederazione mafiosa esercita il controllo su quell’area marina e che questa operazione è solo “la punta di un iceberg” di un’indagine più ampia, culminata nella richiesta di fermo per il rischio di fuga di un esponente del clan.

Delle 21 ordinanze di fermo, 16 sono state firmate dalla procura di Matera e 5 da quella di Taranto. Durante l’operazione sono stati sequestrati 200.000 euro in contante e 40.000 euro in buoni fruttiferi, con oltre 200 unità di polizia impiegate per il suo svolgimento.

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