E’ stato aperto un nuovo fascicolo di indagine sull’individuazione del killer di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso nel 2010. Qualche settimana fa sono state arrestate quattro persone tra cui l’ufficiale dei carabinieri Fabio Cagnazzo, il suo attendente Lazzaro Cioffi e l’imprenditore scafatese Giuseppe Cipriano. Tra gli indagati c’è anche l ’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso che, nel corso degli interrogatori avvenuti presso il carcere di Ferrara, dove è recluso per un cumulo di pena, ha svelato quello che potrebbe essere il nome dell’assassino: Lazzaro Cioffi.
Ridosso-come riportato da “Il Mattino”- avrebbe indicato Cioffi, il carabiniere molto vicino a Cagnazzo, come colui che ha premuto il grilletto ed esploso ben nove colpi all’indirizzo di Vassallo. “Il coinvolgimento di Cioffi e Cipriano nell’omicidio mi fu esplicitamente rappresentato a dicembre” ha dichiarato Ridosso. Quel giorno, assieme alla sua ex compagna Antonella Mosca, altro teste chiave nelle indagini che hanno incastrato lui e gli altri tre per l’omicidio, era andato al cinema gestito da Cipriano a Scafati e, in questa circostanza, Cipriano disse esattamente a Ridosso che l’omicidio era stato commesso da loro e, in particolare, da Lazzaro Cioffi che era stato l’esecutore. “In particolare- ha spiegato Ridosso- mi disse “è stato ‘o cumpagno tuo”. Io dedussi che era Cioffi perché era l’unico del gruppo che frequentavo assieme a lui».

Ridosso ha anche parlato del movente del delitto Vassallo. “Mi elencò – ha ricordato Ridosso nella prima giornata di interrogatorio – quelle che erano state le cause dell’omicidio, rappresentando in primo luogo che il sindaco voleva cacciarlo da Acciaroli sia a causa del furto in un locale di sua proprietà, vicino al cinema, commesso da Rino Di Somma suo dipendente, sia perché non aveva concesso a Maurelli la possibilità di fare dei lavori al porto di Acciaroli; e sia perché, infine, aveva scoperto il loro traffico di droga. Quando io lo rimproverai di avermi portato ad Acciaroli due giorni prima dell’omicidio, benché io fossi già indagato per l’omicidio Muollo, si mise a ridere”. Ridosso andò poi da Cioffi a chiedere conferma di quanto aveva saputo: “Lui si mise a ridere e mi disse di non dargli retta poi aggiunse che io ora stavo sulla montagna perché ero innamorato e mi consigliò di ritornare lì e di rimanerci. Fu allora che iniziai ad aver paura di Cioffi”.
Cipriano intanto, interrogato lo scorso 9 novembre dinanzi al gip Ferrajoli, ha affermato di non conoscere Ridosso, di avere una pessima considerazione di lui in quanto «è un camorrista», di aver avuto qualche rapporto con lui a Scafati ma di non averlo mai incontrato ad Acciaroli. Così come aveva raccontato di non aver avuto rapporti con suo cugino Raffaele Maurelli (oggi deceduto) ma narcotrafficante interessato alla piazza di Acciaroli. Secondo le ipotesi accusatorie, invece, Cipriano era il suo broker nel Cilento.













