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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Il falò e l’omaggio floreale per celebrare San Cono a Teggiano

Momenti di unione e preghiera hanno caratterizzato la festa del Patrocinio di San Cono e San Laverio a Teggiano. I festeggiamenti hanno preso il via la sera del 16 dicembre con l’accensione di un grande falò ai piedi dell’obelisco che domina la piazza del centro storico, in ricordo del terribile terremoto che nel 1857 devastò diverse località tra la Campania e la Basilicata. Fu proprio in quell’occasione che i teggianesi, scampati al disastro e che, a differenza degli abitanti dei paesi limitrofi, non dovettero piangere i propri morti, si riunirono in piazza Portello, nel luogo dove oggi sorge l’obelisco, per pregare intorno alla statua di San Cono, il Santo protettore del paese. Una devozione che da allora si rinnova di anno in anno con l’accensione del falò (fumbanariu in dialetto teggianese) e con i canti dedicati al santo.

I festeggiamenti sono proseguiti questa mattina con la messa solenne, presieduta dal parroco Don Angelo Fiasco, nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore. Successivamente le statue di San Cono e San Laverio, compatrono di Teggiano, sono state portate in processione per le vie del centro storico.

Infine, come da tradizione, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Sala Consilina hanno deposto, ai piedi della statua bronzea di San Cono che si trova sulla sommità dell’ obelisco, un omaggio floreale accompagnati dagli applausi dei tanti fedeli presenti  e dal boato degli spari.

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