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domenica, 19 Aprile, 2026
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Il “tesoro” di Padula: 19 tombe nella necropoli del IV secolo a. C. e la “n. 64” che racconta una storia unica

E’ contrada Cicirelli, nel comune di Padula, che nel corso dei lavori di costruzione di una stalla è emerso un tesoro, archeologico, di tombe risalenti al IV secolo a.C. Lo scavo ha portato al recupero di diciannove tombe, la maggior parte alla cappuccina con il letto e le pareti in tegole e la copertura, sempre di tegole, a doppio spiovente. In pochi casi i defunti erano adagiati in fosse terragne segnalate da una pietra di grosse dimensioni posta di solito in corrispondenza della testa del defunto. Alcune tombe erano prive di corredo ma la maggior parte erano accompagnate da corredi costituiti da vasi a vernice nera e da vasi a figure rosse, molti decorati con teste femminili, attribuibili a officine lucane la cui produzione è con molta probabilità localizzabile proprio nel Vallo di Diano. In alcuni casi sono stati rinvenuti vasi all’esterno della tomba da riferirsi a rituali posteriori al seppellimento. I corredi si datano nella seconda metà del IV secolo a.C. e a un esame preliminare trovano confronti con quelli recuperati nelle tombe di contrada Sterpone e con corredi di necropoli della Val d’Agri in Basilicata.

Tra le tombe danneggiate di particolare interesse è la tomba n. 64 a cappuccina. Sul letto funebre realizzato anch’esso con tegole era adagiato il corredo costituito da alcuni vasi a vernice nera – due coppette, una lucerna, un guttus e un piatto – associati a un’olletta acroma all’interno della quale vi era una moneta in argento, un diobolo della zecca di Taranto con testa della dea Atena sul diritto e Eracle mentre strangola il leone nemeo sul rovescio databile tra il 380 e il 325 a.C. Sulla tegola disposta dietro la testa del defunto è stata rappresentata prima della cottura, con tratto molto approssimativo che si potrebbe definire stilizzato, la figura di un uomo a cavallo. Il cavallo è al galoppo, l’uomo sembra portare sulla testa un elmo e ha un braccio sollevato nell’atto di scagliare qualcosa, forse una lancia, una rappresentazione che connota il defunto come guerriero assegnandogli un posto di rilievo all’interno della sua comunità. In un’altra sepoltura, il defunto era accompagnato da numerosi vasi a vernice nera e a figure rosse, tra cui un cratere, il vaso principale del simposio, decorato da teste femminili. Completavano il corredo un coltello di ferro e un cinturone di bronzo, indossato al momento della deposizione, e alcuni oggetti domestici nello specifico un gruppo di spiedi due alari e un candelabro in piombo. Il cinturone connota l’uomo come guerriero mentre la suppellettile domestica rimanda al suo ruolo preminente anche in ambito familiare. La distribuzione dei rinvenimenti e le caratteristiche delle sepolture ci fanno ipotizzare che le tombe di contrada Cicirelli siano da collegarsi a un insediamento del territorio o una fattoria.

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