La Giunta regionale della Basilicata, con la proposta di deliberazione per la pubblicazione delle località carenti in ambito di medicina penitenziaria per l’anno 2025, segna un decisivo passo avanti nella stabilizzazione e nel rafforzamento dell’assistenza sanitaria all’interno degli istituti di detenzione lucani.
A darne la notizia è stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR,
Cosimo Latronico. “Per la prima volta – ha dichiarato Latronico – rispondiamo in maniera strutturata all’esigenza di garantire una copertura sanitaria continuativa e qualificata alla popolazione detenuta, nel rispetto del diritto alla salute e della dignità della persona, sanciti dalla nostra Costituzione”. Il provvedimento prevede la pubblicazione degli incarichi vacanti per i medici penitenziari, con la possibilità di conferire incarichi a tempo indeterminato da un minimo di 24 fino a un massimo di 38 ore settimanali. L’obiettivo è quello di favorire la stabilizzazione del personale medico, migliorando così l’assiduità e la qualità dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari che, sul territorio lucano, comprendono quattro strutture: la Casa Circondariale di Potenza, l’Istituto Penale per Minorenni di Potenza, la Casa Circondariale di Melfi (tutte afferenti all’ASP) e la Casa Circondariale di Matera (ASM).

“Si tratta di una misura attesa da tempo – ha spiegato Latronico – che consente di superare
la logica degli incarichi temporanei e precari, spesso poco attrattivi per i professionisti, e
che negli anni hanno richiesto complesse soluzioni amministrative per garantire la
continuità dell’assistenza. Ora possiamo contare su un sistema più stabile ed efficiente”.
La delibera è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata e sul sito
Internet www.regione.basilicata.it – Direzione Generale per la Salute e le Politiche della
Persona, dove è reperibile anche la modulistica per la presentazione delle domande da parte dei medici interessati. “Con questa iniziativa – ha concluso Latronico – proseguiamo nell’impegno di costruire una sanità pubblica più giusta e inclusiva, che non lascia indietro nessuno, nemmeno chi vive in una condizione di privazione della libertà”.