
Nuovi importanti risultati per il SIRIS-Project, il programma internazionale di ricerca archeologica diretto dall’Humboldt-Universität zu Berlin in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Basilicata e il Museo Archeologico Nazionale della Siritide. Le attività della campagna 2026, coordinate dagli archeologi Annarita Doronzio e Carmelo Colelli, hanno portato alla luce elementi fondamentali per la ricostruzione della storia dell’antica colonia greca di Siris.
La scoperta più significativa riguarda l’individuazione di un sistema difensivo in mattoni crudi in un’area mai esplorata prima. Si tratterebbe di fortificazioni precedenti alla fondazione di Herakleia, destinate a cambiare la conoscenza della topografia e dello sviluppo urbano dell’insediamento arcaico.
Nel santuario dedicato a Demetra è stato inoltre rinvenuto un muro lungo oltre sei metri, databile a prima della metà del VI secolo a.C., considerato al momento la struttura più antica dell’area sacra.
Di grande interesse anche il recupero di nuovi depositi votivi contenenti numerosi “obeloi”, spiedi rituali in ferro utilizzati nelle pratiche religiose e considerati simboli di valore e scambio nelle società arcaiche. I reperti sono stati recuperati con tecniche di micro-scavo per preservare il contesto originario.
Il progetto si distingue anche per l’utilizzo di tecnologie avanzate come rilievi fotogrammetrici, modellazione 3D e sistemi GIS. Le analisi sui residui organici rinvenuti nei materiali archeologici hanno inoltre confermato la presenza di vino nelle offerte rituali dedicate a Demetra.
Parte dei reperti scoperti nel 2025, tra cui il “Deposito Votivo Humboldt” e una rara statuetta di dea arcaica, sono già esposti al Museo Archeologico Nazionale della Siritide nella mostra “Le dee del grano”, dedicata ai culti femminili dell’antica Basilicata.














