Sparatoria di Atena Lucana. Continuano le indagini, caccia ai fuggitivi della “prima” auto

Continuano le indagini sul caso di Atena Lucana e sulla ricostruzione della dinamica che ha portato all’esplosione di due colpi di pistola da parte del carabiniere impegnato in un posto di controllo allo svincolo. Le accuse elevate dalla Procura di Lagonegro nei confronti del militare sono eccesso colposo in legittima difesa e lesioni personali. Il ladro – che guidava uno dei veicoli che ha provato ha investire i carabinieri e che indossava il passamontagna – è rimasto ferito al collo con una prognosi di sei giorni. Si tratta di un atto dovuto così attraverso il proprio legale il carabiniere può nominare periti per gli atti irripetibili.

I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina guidati dal capitano Veronica Pastori stanno cercando di individuare gli altri complici, quelli che erano nella prima auto che è riuscita a rompere il posto di blocco. La versione ufficiale su come sono andate le cose l’ha fornita, ricordiamo, il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Una prima auto ha “sfondato” il posto di blocco. A bordo, probabilmente, due persone. Poi è piombata la seconda vettura con alla guida il malvivente ferito e poi trasferito, dopo le dimissioni dall’ospedale, in carcere, e la terza auto, risultata rubata, con altri due malviventi arrestati e portati in carcere. I carabinieri stanno quindi continuando gli accertamenti per risalire all’identità dei fuggitivi e anche ricostruire l’intera rete. Ricordiamo infatti che i ladri avevano colpito in Basilicata e dalla Lucania era arrivata la comunicazione dell’arrivo delle vetture.

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