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domenica, 31 Maggio, 2026
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A Montesano le storie di Benedetta De Luca e don Tonino Bello raccontano disabilità e dipendenze

“La speranza a caro prezzo” è questo il nome dell’incontro che si è tenuto presso il Centro Pastorale “Tutto a metà” di Montesano sulla Marcellana inaugurato lo scorso 30 marzo e che ha visto numerose famiglie e giovani presenti per ascoltare storie di speranza su disabilità e dipendenze. Alla presenza del Vescovo Monsignor Antonio De Luca e delle istituzioni, tutta la comunità ha accolto Benedetta De Luca, influencer volto dell’inclusività digitale e Francesca Sardano, operatrice della Comunità C.A.S.A. fondata da Don Tonino Bello a Ruvo in Puglia. L’incontro voluto fortemente dal parroco Don Donato Varuzza e dall’Associazione La Lampara: vele e sogni ha proposto un incontro sulla figura di don Tonino Bello che ispira le attività della comunità montesanese volte all’inclusione e ad affrontare anche le tematiche più spinose ed urgenti come quelle delle dipendenze legate alle droghe e non solo.

La figura di don Tonino Bello, divenuto vescovo negli anni ’80, ha ispirato varie generazioni di volontari, operatori ed educatori grazie al suo servizio costante per la comunità in un’epoca dove il dramma del consumo di droghe dilagava. E’ da 40 anni infatti che grazie alla comunità C.A.S.A., come ha raccontato Francesca Sardano, si avviano percorsi per recuperare e reinserire nella società attraverso il lavoro persone affette da dipendenze. Dipendenze che, come è stato rimarcato più volte durante l’incontro, non sono lontane da noi, ma che si possono innestare nei vuoti e nelle mancanze che sperimenta ogni persona. Da qui la necessità di creare un luogo di ascolto, come la comunità C.A.S.A. ed anche il Centro Pastorale di Montesano sulla Marcellana; un punto di riferimento per tutte le famiglie.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla storia di speranza di Benedetta De Luca, che con la sua attività sui social ha reso un argomento delicato come quello della disabilità visibile a tutti, portando alla luce le battaglie quotidiane ma anche le vittorie nutrite da un profondo amore per la vita nonostante gli ostacoli. Non a caso il tema era proprio “La speranza a caro prezzo”, un modo per evidenziare lo sforzo costante da parte delle persone coinvolte in prima persona da dipendenze o disabilità, da parte delle istituzioni e di tutta la società per affrontare queste tematiche troppo spesso taciute.

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