La Commissione europea ha ufficialmente approvato il declassamento delle zone di restrizione legate alla Peste suina africana (Psa) in 25 comuni della Basilicata. Ventuno comuni escono completamente dalle restrizioni passando dalla zona di livello 1 a zona libera, mentre altri cinque vengono riclassificati da livello 2 a livello 1. Un segnale positivo che certifica il miglioramento della situazione sanitaria e premia gli sforzi congiunti messi in campo da istituzioni regionali, operatori del settore e autorità nazionali.

Attualmente restano soltanto nove i comuni lucani ancora soggetti a restrizioni, tutti classificati in zona di livello 1: Marsico Nuovo, Rivello, Sasso di Castalda, Brienza, Moliterno, Grumento Nova, Paterno, Lagonegro e Tramutola.
“È un traguardo importante – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala – frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto più assessorati e attori sul territorio, in sinergia con il ministro Francesco Lollobrigida. Un ringraziamento particolare va agli assessori Cosimo Latronico (Salute) e Laura Mongiello (Ambiente), per la piena collaborazione e l’approccio integrato adottato in ogni fase dell’intervento”.
Determinante anche l’avvio del progetto Filiera del cinghiale, fortemente voluto dall’assessore Cicala, che ha intensificato i controlli sul territorio, accresciuto la consapevolezza e migliorato la gestione della fauna selvatica, uno degli elementi chiave nella diffusione del virus.
Fondamentale il supporto scientifico dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, che ha prodotto un dossier basato sui dati raccolti da tutti gli attori coinvolti, in particolare dal mondo venatorio – grazie anche all’utilizzo dell’app “XCaccia” – e dal servizio veterinario regionale. Il documento, supervisionato dal Ministero della Salute, è stato accolto positivamente dalla Commissione Europea.
Il coordinamento operativo è stato garantito dal Gruppo operativo territoriale (Got) regionale, che ha agito con tempestività e rigore, contribuendo in modo concreto a contenere la diffusione della malattia.
“La Regione Basilicata non abbasserà la guardia – ha concluso Cicala – e continuerà con determinazione nelle attività di monitoraggio e contenimento della fauna selvatica. I risultati ottenuti finora dimostrano l’efficacia delle nostre azioni e rafforzano il nostro impegno a tutela della salute pubblica, dell’agricoltura e dell’ambiente”.














