In Largo San Tommaso, a pochi passi dal Duomo di Salerno, si trova l’Ufficio Immigrazione della Questura, organo di riferimento, oltre che per tantissime altre mansioni, per gli immigrati nei casi di riconoscimento di forme di asilo politico, o per un più “normale” rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Quello che, invece, da giorni si sta verificando sulle scale di Largo San Tommaso è tutt’altro che normale e ha assunto i toni dell’esasperazione: gli immigrati, in attesa di essere ricevuti da un addetto preposto, nelle uniche due mattinate destinate all’espletamento di tali pratiche, sono costretti a dormire all’addiaccio e a patire il caldo durante il giorno solo per poter colloquiare con gli addetti degli uffici e consegnare i documenti richiesti. Niente di più normale, appunto, se solo le giornate deputate a tali pratiche fossero calibrate sulle effettive richieste. E invece, nonostante la situazione sia sempre più esasperata, dall’Ufficio Immigrati della Questura non arrivano misure risolutive. Conseguenza? Largo San Tommaso è diventato un dormitorio a cielo aperto, pullulante di rabbia, frustrazione e stanchezza.

Mentre i residenti della zona lamentano rifiuti e disagi legati a tale occupazione abusiva, gli immigrati continuano a essere ricevuti in numero di cinque al giorno, secondo un criterio discrezionale ignoto ai più. Lo scorso marzo alcuni avvocati sottoposero la questione all’Ordine di Salerno al fine di intercedere presso la Questura e cercare di risolvere la situazione, ma ad oggi, nulla è cambiato. Sono invece comparsi, stando ad alcune testimonianze, anche avvocati che, approfittando della situazione di grave disagio, hanno proposto agli immigrati un servizio, dietro pagamento ovviamente, per poter accedere in maniera preferenziale alle stanze dell’Ufficio. Sembrerebbe, così, che prima di coloro che attendono di essere ricevuti rispettando il turno, alcune persone vengano introdotte grazie all’intercessione di questi avvocati. Se la situazione fosse vera, bisognerebbe interrogarsi e capire perché un diritto sacrosanto debba invece diventare motivo di lucro. Ovviamente ci sono accertamenti in corso.

Al di là delle supposizioni, rimane la rabbia e lo sconforto degli immigrati in fila da settimane che hanno dormito anche due notti consecutive sotto un telo di plastica senza essere ammessi nell’Ufficio della Questura. Forte il grido di protesta e indignazione da parte del Comitato Cittadino “VociMigranti” che arriva da Torino con la speranza di propagarne l’eco fino a Governo, Comune e quanti possano prendere provvedimenti per garantire a tutti gli immigrati in Italia che lavorano, contribuiscono al PIL del nostro Paese, ma costretti a invocare come un atto di carità quello che è un diritto elementare.















