Novità a Pompei, che questa volta non riguarda(o almeno, non direttamente) una nuova scoperta nel Parco Archeologico.
Presentato in questi giorni, nella sala consiliare del comune di Pompei, il nuovo progetto di riqualificazione urbana, che consiste nell’istallazione di chioschi commerciali, che andranno a sostituire le bancarelle dei venditori ambulanti.
“Quello che realizzeremo non sarà la somma di una serie di bancarelle come c’erano prima, ma una galleria commerciale lungo la passeggiata archeologica e a piazza Esedra, così ha commentato il progetto il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, che spiega, andremo in questo modo anche a risolvere una questione aperta da decenni in bilico tra legittimità e illegittimità, a cui nessuno ha mai voluto mettere mano”.
L’idea di un nuovo progetto dei chioschi nasce in seguito al sequestro dei vecchi chioschi perché abusivi, ad opera della Procura oplontina e la loro demolizione, sul finire dello scorso anno ed è frutto di una collaborazione tra il Comune di Pompei e il Politecnico di Milano, a cui ne è stata affidata la progettazione.





Un progetto a firma delle architette Luisa Ferro e Lola Ottolini e dell’ingegnera Lorenza Petrini, docenti di composizione architettonica e strutture presso l’ateneo meneghino, che, insieme al loro team di collaboratori, hanno ideato tre diverse tipologie di strutture per i chioschi, in base alla loro destinazione commerciale. La maggior parte dei chioschi saranno destinati ai mercatini, con particolare concentrazione in piazza Esedra e piazza Immacolata, 16 chioschi di forma quadrata sono stati pensati per la vendita di souvenir e 3 chioschi, con una sagoma particolare, saranno dedicati alla somministrazione di alimenti e bevande, principalmente tra via Roma e via Plinio.
Tutte le strutture saranno realizzate in materiale isolante per garantire abitabilità e freschezza anche d’estate grazie a un sistema di fessure che favorisce la ventilazione naturale.
“Abbiamo esaminato tutto, non lasciando nulla al caso, studiando anche i chioschi e le bancarelle presenti in varie parti del mondo da secoli. Quello che ci ha colpito di più è il casotto dell’acquaiuolo presente in maniera diffusa a Napoli e nell’hinterland, hanno raccontato le progettiste, aggiungendo, abbiamo pensato che i nuovi chioschi di Pompei dovranno essere riconoscibili, quasi un brand, facili da montare e smontare, personalizzabili e componibili. Se ne potranno affiancare due o più e predisporre tra loro anche i servizi igienici riservati solo agli operatori”.
Flessibilità d’uso, componibilità e una particolare attenzione data alla forma, alla colorazione, all’illuminazione e all’impiego di componenti industriali per una realizzazione efficiente e sostenibile, che guarda al futuro, pur mantenendo uno stretto legame con l’antico, infatti, i modelli per i mercatini di piazza Esedra, traggono ispirazione dagli affreschi degli “amorini profumieri” della Casa dei Vettii, mentre altri richiamano le strutture settecentesche degli “acquafrescai” napoletani, con coperture che evocano l’impluvio delle antiche domus pompeiane, sempre in un’ottica di rispetto e considerazione del tessuto storico e delle preesistenze conservate all’interno del Parco archeologico.
Si tratta di un intervento di architettura sociale, in cui l’arte incontra il bisogno di una comunità di poter offrire luoghi di lavoro sicuri e stabili agli operatori commerciali, attraverso un progetto fondato su qualità, innovazione e rispetto delle regole.














