Resta ancora irrisolto il caso dei rifiuti abbandonati nell’impianto di recupero e trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi nello stabilimento della Sra di Polla. Si tratta del sito dell’azienda in via di fallimento coinvolta nell’indagine di traffici illeciti di rifiuti tra l’Italia e la Tunisia. Il Comune prova a trovare una soluzione definitiva alla vicenda, mentre si attende l’esito delle valutazioni della Regione Campania: l’amministrazione punta sul principio di sussidiarietà, auspicando nell’intervento dell’ente. Secondo quanto si legge in un documento sarebbe insostenibile l’aggravio finanziario per la loro rimozione, stimato in circa mezzo milione di euro.
La Sra è in fallimento, la Visama azienda proprietaria del suolo ha vinto la sua battaglia legale uscendo dai giochi e il sindaco – diventato custode – ha il cerino in mano. In una missiva indirizzata al commissario giudiziale del concordato preventivo il sindaco Massimo Loviso ha fatto presente che l’amministrazione intende “prorogare i termini procedimentali di ulteriori 30 giorni limitatamente alla verifica e agli approfondimenti necessari alla complessa e farraginosa fase istruttoria ed all’auspicato intervento regionale”. Da quanto emerge più volte ci sono state richieste d’incontro con il vicepresidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola, rimasta, si legge, “ancora oggi senza esito”. L’incontro sarebbe stato “finalizzato all’ottenimento del necessario, indispensabile intervento finanziario sostitutivo almeno per avviare l’attività di parziale rimo- zione dei rifiuti giacenti”. Il piano di recupero degli stessi era stato già predisposto anche all’indomani della revoca da parte della stessa Regione Campania del- l’autorizzazione ambientale integrata alla Sra. La ditta era stata al centro dell’inchiesta sul trasferimento di rifiuti dalla Campania alla Tunisia – da cui erano rimasti estranei i rifiuti stoccati ora nel sito.














