I dati parlano chiaro e, purtroppo, raccontano una realtà che non possiamo più ignorare. In Basilicata, nel giro di un solo anno, le persone in difficoltà che si sono rivolte alla Caritas sono aumentate del 22,52%, da 2.083 nel 2023 a 2.552 nel 2024. Più della metà di chi chiede aiuto è donna.

Il Rapporto Caritas 2025, presentato a Roma il 16 giugno, fotografa una regione in sofferenza crescente, dove la povertà non solo non arretra, ma si radica. La Basilicata registra infatti un 30,4% di situazioni di cronicità, ossia persone che ricevono assistenza da almeno quattro anni consecutivi. Un dato sopra la media nazionale (26,7%) che evidenzia l’esistenza di uno “zoccolo duro” di povertà consolidata, difficile da scalfire.
La fotografia che ne emerge è drammatica: famiglie intere – spesso con figli – che vivono senza certezze. In Basilicata, il 79,1% degli assistiti ha figli. È un aspetto centrale perché, come sottolinea il Rapporto, la povertà vissuta nell’infanzia segna per sempre, limitando opportunità educative, sociali e lavorative lungo l’intero arco della vita.
Altro dato significativo è che la maggioranza degli utenti Caritas in Basilicata è di nazionalità italiana (63,1%), ben sopra la media nazionale del 42,1%. A conferma del fatto che il disagio non è solo legato all’immigrazione, ma riguarda profondamente il tessuto sociale locale.
In termini di scolarizzazione, oltre due terzi delle persone assistite ha un livello di istruzione pari o inferiore alla licenza media inferiore (67,3%), mentre appena il 2,4% ha raggiunto un titolo universitario o equivalente. Un legame chiaro tra povertà ed esclusione educativa.
E sul fronte del lavoro, la situazione è altrettanto allarmante, solo il 19,8% di chi ha chiesto aiuto ha un’occupazione, mentre il 41,4% è disoccupato, in cerca di una nuova o prima opportunità. Lavori saltuari, precari, irregolari non garantiscono più una vita dignitosa.













