Quattro anni di chiusura, promesse mancate e silenzi istituzionali. È questa la situazione del Ponte Tanagro, in località Caiazzano di Padula Scalo, chiuso al traffico dal 29 ottobre 2021. Nonostante i lavori siano stati finanziati con fondi pubblici e l’intervento fosse previsto in appena 175 giorni, oggi, a distanza di quasi 1400 giorni, nessuno sa quando l’infrastruttura potrà essere finalmente riaperta.

Il ponte, lungo soltanto 46 metri, rappresenta un collegamento cruciale per il traffico locale tra Padula, Sassano e il resto del Vallo di Diano. La sua chiusura continua a causare disagi pesanti per cittadini, imprese e operatori economici della zona. La vicenda, che avrebbe dovuto risolversi in tempi brevi, è invece diventata il simbolo di un fallimento amministrativo. E la situazione, oggi, è ferma al punto di partenza, il cantiere è inattivo, la trivella promessa non è mai arrivata, e la Provincia di Salerno non ha fornito aggiornamenti concreti.
A denunciare pubblicamente lo stato delle cose è il Codacons Cilento. Il presidente dell’associazione, l’avvocato Bartolomeo Lanzara, parla di “una vergogna che va ben oltre il ritardo dei lavori”. Lanzara punta il dito contro quello che definisce “un cantiere abbandonato e fuori controllo”, sottolineando come nel frattempo le attività commerciali del territorio siano al collasso, le comunità restino isolate e le istituzioni continuino a offrire solo silenzi e promesse.
Secondo Lanzara, l’intera gestione dell’opera è avvolta dall’opacità: manca il cartellone informativo obbligatorio per legge, non si hanno notizie sullo stato dei lavori, nessun controllo effettivo è stato attivato dagli enti preposti e l’amministrazione provinciale, a più livelli, ha preferito evitare il confronto pubblico. L’avvocato parla senza mezzi termini di “disastro gestionale e umano”, rimarcando come “le bandiere di partito vengano dopo l’interesse delle comunità”, che in questo caso sono state semplicemente dimenticate.
Il Codacons Cilento, dopo ripetuti tentativi di dialogo rimasti inascoltati, ha ora chiesto formalmente alla Provincia la pubblicazione integrale del cronoprogramma aggiornato e l’immediata attivazione di controlli sulla sicurezza e sulla regolarità del cantiere. Lanzara sostiene che i cittadini abbiano il pieno diritto di sapere come vengono spesi i fondi pubblici, e annuncia che, in assenza di risposte concrete, l’associazione si rivolgerà alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per l’accertamento di eventuali responsabilità civili, penali e contabili.














