Questa mattina il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel insieme al Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso hanno annunciato in conferenza stampa le novità del cantiere di scavo del settore nord di villa dei Misteri, l’edificio più noto della città romana sepolta sotto le ceneri dell’esplosione vesuviana del 79 dC.

Fin dagli inizi del novecento, Villa dei Misteri, situata all’esterno delle mura del Parco, non ha mai smesso di stupire archeologi e studiosi. Il primo direttore del Parco a richiedere uno scavo completo della Villa fu l’archeologo Amedeo Maiuri, che negli anni ’30, avviò una campagna di scavo sostenuta dal Banco di Napoli. Tuttavia, Maiuri non riuscì a portare a compimento l’opera poiché ostacolato da una casa, costruita proprio sopra i resti della Villa romana. Solo nel 2023, questa casa, è stata abbattuta grazie a un protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, e il Parco archeologico di Pompei, finalizzato al contrasto del traffico illegale di reperti archeologici.
Nell’area attualmente indagata stanno emergendo. l’antico ingresso della villa, la via Superior ovvero il tratto di strada prospiciente l’ingresso e il piano superiore del quartiere servile della villa. Dal lato opposto, è stato messo in luce il muro di contenimento del terrapieno a Est della strada e una cisterna a pianta rettangolare con volta a botte a lato della via Superior, come viene riportato dall’articolo di approfondimento pubblicato sull’ E-journal del Parco archeologico di Pompei.







“Ora stiamo continuando questo lavoro, ha spiegato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, con il duplice obiettivo di documentare gli scavi clandestini aiutando in questo modo la Procura nel suo lavoro investigativo e di completare finalmente l’opera del direttore Maiuri e portare alla luce la restante parte della villa. Si tratta dell’ingresso principale della villa e di una parte significativa del quartiere servile. I dati che abbiamo raccolti finora sono molto promettenti, nonostante il saccheggio da parte dei clandestini.”
Un lavoro di sinergia tra il Parco che alla Procura, che ha portato all’abbattimento di strutture abusive e alla conseguente scoperta di meraviglie dell’antichità, nel nome della legalità e della bellezza.














