È tornata, in una cornice densa di storia e bellezza, la seconda edizione di Calamo: Scrivere il Futuro, il format culturale promosso dall’associazione Calamo APS, che ha trasformato ancora una volta Padula in un luogo di incontro tra parola, musica e memoria condivisa.
Il giardino di Palazzo Pinto, nel cuore del centro storico di Padula, ha ospitato una serata intensa e ricca di contenuti, capace di intrecciare la riflessione filosofica, la narrazione e l’esperienza musicale in un unico racconto partecipato. Dopo un elegante aperitivo al tramonto accompagnato dalla musica del M° Giuseppe Romano, l’evento è entrato nel vivo con l’intervento del giovane autore e rapper Gaspare Setaro, che ha dato voce alle istanze e ai vissuti della sua generazione, con una scrittura radicata nel territorio e orientata alla ricerca di autenticità espressiva.


Il momento centrale della serata è stato il talk “Dove abitano le storie? Parole tra memoria e futuro”, un confronto a due voci tra Alessio Mariani, in arte Murubutu, e Giuseppe “Jepis” Rivello, due protagonisti della scena culturale italiana contemporanea.
Murubutu è docente di filosofia e storia nei licei e considerato un pioniere del rap narrativo e didattico in Italia. Attivo nella scena musicale fin dagli anni Novanta, è noto per la sua capacità di coniugare contenuti letterari, filosofici e storici in testi di grande intensità poetica. I suoi lavori sono oggetto di studio in ambito scolastico e universitario, e lo vedono spesso protagonista in festival e convegni, dove porta avanti una riflessione originale sul potere educativo della parola.

Jepis Rivello, invece, è narratore visivo, designer ed editore, nonché fondatore della Jepis Bottega, un laboratorio creativo che opera nel campo della comunicazione e del racconto di comunità. Profondo conoscitore dei territori interni del Mezzogiorno, da anni Rivello lavora sulla valorizzazione delle storie personali come patrimonio collettivo, intrecciando narrazione, arte e innovazione sociale in progetti partecipativi rivolti a scuole, associazioni e imprese.
Nel dialogo tra questi due mondi apparentemente distanti ma accomunati da una stessa visione della cultura come strumento di rigenerazione e cura del tessuto sociale, si è articolata una riflessione profonda e accessibile sul ruolo della memoria, del linguaggio e della narrazione nella contemporaneità. La partecipazione attiva del pubblico, chiamato al termine del talk a interagire direttamente con gli ospiti, ha confermato la vocazione dialogica e inclusiva del format, pensato come uno spazio aperto dove le idee possano circolare liberamente, favorendo connessioni umane e intellettuali.
L’iniziativa, patrocinata dalla Città di Padula e sostenuta da realtà locali come Banca Monte Pruno, si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione culturale del Vallo di Diano, che mira a contrastare le dinamiche di marginalizzazione promuovendo la cultura come strumento di coesione, cittadinanza attiva e immaginazione del futuro.














