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venerdì, 19 Giugno, 2026
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Montesano celebra i 50 anni di sacerdozio di Don Mimì Tropiano

Il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Domenico Tropiano ha rappresentato un evento di profonda riflessione spirituale e civile per la comunità di Montesano sulla Marcellana. La celebrazione si è svolta presso la Parrocchia di San Gerardo Maiella, nella frazione montana di Tardiano, dove il sacerdote è incardinato da ben 49 anni, e ha coinvolto un vasto pubblico di fedeli, autorità civili e religiose, nonché numerosi confratelli sacerdoti. Un momento di grande commozione e riconoscimento per un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio della sua comunità

Don Mimì, originario di Salerno e cresciuto a Teggiano, è stato ordinato sacerdote il 13 luglio 1975 dall’allora Vescovo di Teggiano-Policastro, S.E. Umberto Altomare, nella Chiesa di San Francesco. Dopo l’ordinazione, fu destinato alla Parrocchia di Tardiano, una piccola comunità che, all’epoca, si trovava senza guida pastorale stabile. Da quel momento, il cammino sacerdotale di don Mimì si è intrecciato indissolubilmente con quello della sua parrocchia e della comunità montana, un percorso lungo mezzo secolo di servizio spirituale e sociale.

La figura di don Mimì non è solo quella del pastore spirituale, ma anche quella di un uomo profondamente radicato nel territorio e nella sua gente. Per cinquant’anni, ha rappresentato un faro di speranza e di guida per i suoi parrocchiani, affrontando con dedizione le difficoltà di una parrocchia montana, isolata dalle principali vie di comunicazione, e trovando sempre modi concreti per supportare la comunità.

Il suo impegno non si è mai limitato alla sola dimensione religiosa, ma ha abbracciato anche quella civile e sociale. Molti ricordano la sua insistenza nel difendere i diritti della sua parrocchia, spesso ricorrendo alla scrittura di lettere alle autorità per sollecitare interventi su questioni legate alla sicurezza, ai servizi pubblici e alla valorizzazione delle tradizioni locali. Un sacerdote che, pur restando fedele alla sua missione pastorale, ha sempre vissuto con grande senso civico, consapevole delle difficoltà del territorio e della necessità di intervenire in prima persona.

Il sogno che ha accompagnato il suo ministero è stato quello di dotare la sua parrocchia di una nuova chiesa. Un progetto che ha finalmente visto il suo coronamento nel 2023 con il decreto di costruzione di una nuova struttura religiosa, simbolo di continuità e di speranza per la comunità. Don Mimì, ormai settantenne, continua a guidare la sua parrocchia con la stessa energia e passione che ha caratterizzato i suoi primi anni di sacerdozio.

 La celebrazione liturgica che ha aperto i festeggiamenti è stata un momento di intensa spiritualità. Alla Messa, celebrata da don Mimì insieme a numerosi sacerdoti della Diocesi di Teggiano-Policastro, ha fatto da cornice l’omelia di don Fernando Barra, parroco di Arenabianca di Montesano, che ha riflettuto sulla fedeltà di Cristo nei confronti dei Suoi consacrati.

“Nessuno di quelli che il Signore sceglie sarà mai abbandonato” ha affermato don Barra, citando il Vangelo. La fedeltà di Cristo, ha continuato il sacerdote, non dipende dalle risposte umane, ma è una fedeltà che appartiene all’identità stessa di Dio, che è amore. La parabola del Buon Samaritano, letta durante la Liturgia della Parola, è stata utilizzata per riflettere sul significato dell’amore cristiano come azione concreta di aiuto verso il prossimo, tema che ha accompagnato l’intero ministero di don Mimì.

L’omelia ha inoltre sottolineato l’importanza di un sacerdote che imita Cristo nel suo amore e nella sua dedizione al popolo, come un vero testimone di fede. Il parallelo con la figura di San Pietro, che nel Vangelo di Giovanni risponde alla domanda di Gesù, “Mi ami più di costoro?”, è stato un richiamo a rimanere fedeli alla propria vocazione, senza mai smettere di offrire la propria vita per gli altri. “Il cammino di fede di don Mimì – ha concluso don Barra – è un cammino di fedeltà, di risposta al Maestro, sempre al servizio del suo popolo.”

 La celebrazione è stata anche l’occasione per esprimere gratitudine a don Mimì per il suo straordinario impegno pastorale e civico. Il sindaco di Montesano, Giuseppe Rinaldi, ha consegnato simbolicamente le chiavi della città, un riconoscimento che il primo cittadino ha definito appropriato per un sacerdote che ha operato “extra moenia”, ovvero fuori dalle mura istituzionali, andando ben oltre il suo ruolo religioso per diventare un punto di riferimento per l’intera comunità.

Anche il sindaco di Teggiano, Michele Di Candia, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per il sacerdote, che è sempre stato vicino agli ultimi e ai bisognosi, contribuendo al miglioramento della vita della comunità montana. Non sono mancati, inoltre, i riconoscimenti da parte delle autorità civili e religiose, tra cui il consigliere regionale Corrado Matera e il Vicario Generale della Diocesi di Teggiano-Policastro, don Giuseppe Radesca, che ha portato il saluto del Vescovo Antonio De Luca.

Nel corso della serata, il professore Salvatore Gallo ha dedicato a don Mimì una poesia in dialetto teggianese, celebrando il suo amore per la sua terra natale e il suo legame indissolubile con la tradizione. Il dialetto, da sempre uno degli strumenti privilegiati del parroco per comunicare con la sua gente, è stato un simbolo di quella vicinanza che ha reso il sacerdote tanto amato e rispettato nella sua comunità.

La serata si è conclusa con un momento di convivialità, grazie all’impegno dei volontari e del Comitato festa, che ha organizzato un banchetto in onore di don Mimì. L’affetto dei presenti e l’atmosfera di festa sono stati la testimonianza di una comunità che riconosce in lui un esempio di dedizione, fede e amore.

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