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sabato, 18 Luglio, 2026
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Sant’Arsenio: “Qua la zampa effe” chiede al Comune di modificare l’avviso che vieta di alimentare i cani randagi

L’associazione di volontariato “Qua la zampa Effe” , presieduta da Amanda Cozza, ha formalmente richiesto al Comune di Sant’Arsenio la modifica o l’annullamento dell’avviso affisso l’8 luglio 2025, che vieta l’alimentazione degli animali randagi su suolo pubblico, minacciando sanzioni per i trasgressori.

In una lettera indirizzata anche all’U.O.S.D. Veterinaria delle aree interdistrettuali di Sapri/Camerota e Sala Consilina/Polla, l’associazione sottolinea come il divieto – presentato come “invito” – rappresenti in realtà una misura restrittiva priva di fondamento normativo, contraria alle leggi statali e regionali che tutelano i “cani liberi accuditi”. Tali normative, infatti, riconoscono e promuovono il diritto di cittadini e associazioni a prendersi cura degli animali randagi, anche attraverso la somministrazione di cibo, purché questa avvenga nel rispetto dell’igiene e del decoro urbano.

“Non si tratta di un invito a foraggiare indiscriminatamente i cani randagi”, precisa Amanda Cozza, “ma di un appello alla ragionevolezza. Accudire senza criterio può favorire la formazione di branchi e incentivare fenomeni problematici, coinvolgendo anche animali domestici mal custoditi.” L’associazione ribadisce quindi la necessità di combattere il randagismo con la prevenzione, invitando la cittadinanza a segnalare i cani abbandonati alle autorità competenti per la verifica del microchip e per promuovere la sterilizzazione, azione fondamentale per il benessere animale e per limitare la proliferazione incontrollata.

Nel testo della richiesta, si propone di sostituire il divieto con un invito responsabile: “Se si sceglie di somministrare alimenti ad animali vaganti, lo si faccia in modo corretto, evitando di lasciare residui e ciotole in strada, e mantenendo pulito il luogo.” Questo approccio mira a responsabilizzare i cittadini e a promuovere una collaborazione costruttiva con le istituzioni.

L’associazione chiede inoltre l’avvio di un tavolo di confronto con le autorità comunali, le associazioni animaliste e l’ASL, per elaborare strategie condivise ed efficaci nella gestione del fenomeno del randagismo.

“Portare in canile madri con cuccioli appena nati – conclude Cozza – è tra le cose più tristi che possa accadere. Per questo ribadiamo l’importanza di interventi mirati, non di divieti generici e controproducenti.”

4 Commenti

  1. Noemi says:

    Non credo che la soluzione giusta sia far morire di fame i poveri cani randagi

  2. Francesca says:

    Le parole sono importanti così come i gesti. Basterebbe modificare il divieto per ottenere lo stesso risultato, aiutando, al tempo stesso, poveri animali che non per loro colpa, non vengono accuditi

  3. Liliana Ferzola says:

    Mi sembra del tutto opportuno che un’associazione nata per il contenimento del randagismo e per il benessere animale ( le due cose coincidono) prenda posizione a fronte di un provvedimento che colpevolizzare quelle povere creature a cui non si dovrebbero dare neanche cibo e acqua. I cani sono senzienti e lo danno tutte le persone che li conoscono.
    Piuttosto si favorisca la sterilizzazione gratuita aderendo ai progetti finanziati dalla Regione, se non è stato ancora fatto.
    Si illude colui che allontanando il problema creda che non esiste più.

  4. Paola says:

    Non perdiamoci sempre in chiacchiere inutili in provvedimenti o leggi che non tutelano mai i randagi e solo colpa nostra di noi esseri viventi xchè dire umani è abominevole xchè in questi casi di umano non abbiamo niente impariamo dai cani cos’è l amore incondizionato la fedeltà e il rispetto reciproco

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