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venerdì, 17 Luglio, 2026
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Fernando Mangone al Museo Archeologico di Buccino: quando l’arte contemporanea dialoga con la storia

Nel cuore dell’antica Volcei, tra reperti millenari e memorie sepolte nel tempo, si apre un nuovo capitolo del percorso artistico di Fernando Mangone. Il Museo Archeologico Nazionale “Marcello Gigante” di Buccino ospita una mostra che va ben oltre l’esposizione tradizionale: è un incontro tra pittura contemporanea e stratificazioni archeologiche, tra gesto artistico e identità culturale, tra il bisogno di restare e l’urgenza di rigenerare.

Promossa dalla Fondazione FAM ETS – Fondazione Arte Mangone con il supporto dell’Associazione TerraCilento APS, l’iniziativa si configura come un vero e proprio atto politico e poetico allo stesso tempo. Attraverso grandi tele a tecnica mista, Mangone restituisce centralità a luoghi troppo spesso dimenticati, rifiutando le narrazioni stereotipate e scegliendo di raccontare un Sud autentico, intimo e resistente.

“Dipingere questi luoghi non è nostalgia, è un atto di presenza”, spiega l’artista. E il museo, simbolo di una memoria antica e condivisa, diventa il teatro perfetto per questa operazione: non solo un contenitore, ma un interlocutore. Le opere di Mangone, potenti e vibranti, si inseriscono tra mosaici, iscrizioni e manufatti del VI-IV secolo a.C., creando un dialogo continuo tra civiltà scomparse e paesaggi ancora vivi, ma minacciati dallo spopolamento e dall’oblio.

È questo il filo conduttore della mostra: l’arte come strumento di rigenerazione culturale e sociale. Le vallate del Sele, i borghi degli Alburni, i silenzi del Cilento interiore diventano protagonisti visivi e concettuali, trasformandosi da periferia a centro di riflessione culturale.

L’inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose personalità istituzionali, tra cui il Sindaco di Buccino Pasquale Freda, il Consigliere regionale Corrado Matera e il Presidente di TerraCilento APS Domenico Cavallo, a testimonianza di un impegno collettivo per il rilancio dei territori interni.

La Fondazione FAM ETS, come sottolineato dalla sua Presidente Anna Coralluzzo, si pone proprio questo obiettivo: «Creare un ecosistema creativo che metta in connessione artisti, comunità e territori marginali». In quest’ottica, la mostra rappresenta solo una delle tante tappe di un percorso più ampio che punta a fare delle aree interne luoghi di produzione culturale stabile e diffusa. Scegliere il Museo di Buccino non è stata una scelta estetica, ma un’affermazione di senso. Tra le sue sale, ricche di testimonianze dell’antica Lucania e del mondo

romano, si trova anche il celebre mosaico del Santuario di Ercole e Mefite, il più antico della penisola, e una rara epigrafe che racconta la storia di un fisikos, un medico che curava con il vino. È in questo contesto che l’arte di Mangone si inserisce con naturalezza, contribuendo a ridefinire la funzione del museo come spazio vivo, capace di accogliere il contemporaneo senza tradire il passato.

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