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mercoledì, 3 Giugno, 2026
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Punti nascita chiusi a Sapri, Piedimonte Matese e Sessa Aurunca. I comitati scrivono ai Parlamentari: “Intervenite”

I comitati civici di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese hanno indirizzato una lettera aperta ai parlamentari campani, chiedendo un intervento urgente contro la chiusura dei punti nascita nei rispettivi ospedali, prevista dalla delibera regionale 418 del 23 giugno 2025. Il provvedimento applica l’Accordo Stato-Regioni del 2010, che impone almeno 500 parti l’anno per mantenere l’attività.

I cittadini ricordano che la legislazione nazionale consente deroghe per le aree “disagiate” o con forti criticità territoriali e di viabilità. Una condizione che – scrivono – i loro territori soddisfano pienamente, come già riconosciuto dalla stessa Regione Campania con la legge regionale n. 11 del 2025.

Ma, secondo i comitati, la deroga non basta. Serve un piano politico e amministrativo che riporti i punti nascita pubblici sotto soglia sopra i 500 parti annui, garantendo stabilità e futuro. Per riuscirci, è necessario riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato: le convenzioni con le cliniche accreditate – denunciano – favoriscono una concorrenza sleale, che penalizza le strutture pubbliche e sottrae risorse e pazienti.

“Lo Stato ha il dovere di garantire il diritto alla salute, come sancito dall’art. 32 della Costituzione. Non può delegarlo al privato”, si legge nel documento. Da qui la richiesta ai parlamentari di promuovere un incontro urgente al Ministero della Salute per ottenere la deroga ministeriale, primo passo verso la riattivazione dei reparti.

I comitati si dichiarano pronti al confronto con Regione e ASL per rimodulare i contratti con i privati e avviare un vero rilancio dei punti nascita. Intanto, cresce la mobilitazione popolare, con migliaia di cittadini scesi in piazza a Sapri, Piedimonte e Sessa: “Non chiediamo privilegi – affermano – ma l’applicazione dei nostri diritti fondamentali”.

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