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venerdì, 17 Aprile, 2026
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La street art di Gutan e A_Mo arriva a Silla di Sassano: un murale-monito alla sicurezza stradale

Esistono molteplici modi per sensibilizzare le persone su una tematica: il divieto, la sanzione, l’associazionismo, la divulgazione, l’arte figurativa. Quest’ultima ha il grande privilegio di essere comprensibile a tutti: grandi e piccoli, prescindendo dalla lingua parlata e dal sistema di valori in cui si crede. È un linguaggio semplice e universale che veicola messaggi forti, come quello della sicurezza stradale e dell’amore per la vita.

Sono passati undici anni da quel pomeriggio tristemente passato alla cronaca nazionale che ha gettato la frazione di Silla di Sassano e l’intero Vallo di Diano nello sconforto di assistere inermi alla morte prematura di quattro giovanissime vite per un incidente causato dall’eccessiva velocità e dall’alta concentrazione di alcol nel sangue del conducente. Niente potrà restituire ai familiari di Nicola, Giovanni, Daniele e Luigi quanto questa vicenda ha tolto loro, eppure dalle loro vite spezzate può e deve sorgere una comunità nuova, fatta di attenzione, responsabilità, giustizia. E a fare da faro per questo quartiere che dal 28 settembre 2014 vive immobile nel ricordo di quanto accaduto, nonché da monito per i conducenti che imperterriti sfrecciano a tutta velocità, arriva un murale a pochi metri dal punto in cui si verificò l’incidente. Un murale che è molto più di un murale: è una riprensione collettiva affinché si rispetti il codice della strada per evitare incidenti stradali causati da velocità e negligenza.

A firmarlo sono due giovani street artist: la napoletana Andreina Moriello e il montesanese Giuseppe Gimmelli che hanno tratto spunto dalla petizione recentemente presentata dai cittadini di Silla proprio per una maggiore sicurezza lungo la S.P. 11 nel tratto che collega Silla di Sassano con Pantano di Teggiano e in quello che collega Silla a Trinità di Sala Consilina, lungo la S.P. 51 tra Silla e Padula e la S.P.78 tra Sassano e Silla.

Nel disegno sono rappresentati un bambino e una bambina con gli occhi apparentemente imploranti e una figura leggendaria del folclore partenopeo, ma in generale del sud Italia: o’ Munaciell o Monachicchio lucano descritto anche da Carlo Levi. Questo ragazzino vestito con il saio dei frati domenicani un po’ gobbo, un po’ dispettoso a metà tra un folletto burlone e uno spettro da cui stare alla larga è – nell’immaginario degli artisti- uno spiritello buono che gioca con i bimbi e vuole illuminare le tenebre dell’indifferenza.

Nel murale si intreccia l’arte realistica di Gimmelli, muralista di ventennale esperienza, tornato nel Vallo di Diano dopo anni trascorsi in Francia, con quella illustrativa di Andreina Moriello, in arte A_MO, illustratrice e animatrice 2D con una grande passione per i cartoni animati. 

«L’idea- afferma Gutan, al secolo Giuseppe Gimmeli- è quella che i conducenti, attirati dal disegno sul muro, rallentino e riflettano sull’importanza della vita e di come essa possa venir meno in un attimo per una negligenza. In Francia mi è stato commissionato un lavoro simile e sarei davvero felice se l’impatto che il disegno sta riscuotendo in questi giorni sui tanti curiosi che si sono fermati a chiederci delucidazioni, diventasse insegnamento per tutti e invito alla responsabilità».

È vero: niente potrà restituire ciò che quello del 28 settembre 2014 e altri tragici incidenti hanno tolto, ma questo murale è il segno di una comunità che vuole vivere diversamente, che vuole praticare la giustizia e non limitarsi a rivendicarla.

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