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sabato, 18 Aprile, 2026
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Esplosione alla Ecopartenope di Marcianise: 3 morti e 2 feriti. I sindacati: “Una strage intollerabile, servono controlli immediati”

È una tragedia che scuote ancora una volta il mondo del lavoro quella avvenuta ieri  a Marcianise, dove un’esplosione all’interno dell’azienda Ecopartenope, specializzata nel trattamento dei rifiuti, ha causato la morte di tre operai e il ferimento di altre due persone. Tra i deceduto anche il titolare dell’azienda.

Non si è trattato di una fatalità, sottolineano con forza le segreterie regionali della CGIL di Caserta, Napoli e Campania: “Un’altra tragedia intollerabile, di proporzioni enormi, che colpisce il mondo del lavoro nel nostro territorio”. L’ennesimo episodio che evidenzia, secondo i sindacati, “il fallimento di un sistema d’impresa che continua a non garantire sicurezza”.

I rappresentanti sindacali chiedono verità su quanto accaduto, più controlli, l’aumento degli ispettori e un piano straordinario per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Intanto è in programma per venerdì prossimo un incontro in Prefettura con l’Osservatorio sulla salute e sicurezza. La comunità locale è sotto shock. Le indagini sono in corso per accertare le cause dell’esplosione, ma il bilancio è già drammaticamente chiaro: tre vite spezzate sul lavoro, in un’Italia che continua a pagare un prezzo altissimo in termini di sicurezza.

Le prime attività di indagine sono affidate alla polizia e, a quanto si apprende, in passato quel serbatoio di oli esausti era stato chiuso per miasmi e irregolarità. In particolare, nel 2018, l‘allora sindaco Antonello Velardi dispose lo stop alle attività per “anomalie gravissime” dopo due relazioni di Arpac e vigili del fuoco.  

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