Si chiama “Mamed”, il Museo Archeologico Medievale inaugurato nei giorni scorsi a Brienza, un viaggio sorprendere che attraversa oltre 2000 anni di storia in chiave multimediale e sensoriale.

Un progetto ambizioso avviato negli anni scorsi, durante le precedenti legislature con lo scopo di valorizzare un prezioso giacimento culturale e paesaggistico che trova sede in uno dei monumenti simbolo della comunità burgentina: l’ex Convento dei Frati Minori Osservanti, edificato nella seconda metà del XVI sec., oggi sede del Municipio di Brienza.

Il percorso museale, che si sviluppa all’interno del chiostro dell’ex Convento, uno spazio architettonico accogliente, arricchito dagli affreschi eseguiti a metà del XVIII sec., dal pittore burgentino Pietro di Giampietro, si compone di tre spazi attigui, riservati al racconto della vita della comunità burgentina, andandone a tracciarne la storia, le tradizioni, il patrimonio artistico e identitario. A completare il percorso è la sala interamente dedicata alla figura dell’illustre giurista Francesco Mario Pagane, figura a cui la città ha legato la propria identità, da cui si raggiunge lo spazio multifunzionale che ospita la biblioteca, l’archivio storico e la sezione espositiva dedicata ai luoghi di culto e all’arte sacra.

A tagliare il nastro e aprire ufficialmente le porte del museo comunale è stato il Primo cittadino di Brienza Raffaele Collazzo, che insieme all’amministrazione, ha dichiarato in un post facebook, sulla pagina ufficiale del Comune che questo museo “oltre ad essere uno spazio fisico, sarà un luogo vivo, aperto, inclusivo, in dialogo con le scuole, con le associazioni, con i giovani, con gli anziani, con i turisti e con tutti i cittadini, vogliamo che questo museo sia di tutti e per tutti. Non un’opera “dell’amministrazione”, ma un patrimonio della comunità, un luogo dove rispecchiarci, dove raccontarci, dove ritrovarci”.














