Si è conclusa ieri sera, intorno alle 22, la solenne processione in onore di San Matteo, patrono di Salerno, che ha richiamato migliaia di fedeli nonostante le alte temperature estive. Il corteo, iniziato alle 18, ha visto sfilare il simulacro del Santo Apostolo accompagnato da quelli di San Giuseppe, San Gregorio VII, San Gaio, Sant’Ante e San Fortunato, tra la commossa partecipazione dei salernitani. Le vie Mercanti e il piazzale antistante il Duomo erano gremiti di cittadini pronti a affidare intenzioni e preghiere al santo protettore.

All’evento hanno preso parte le principali autorità cittadine, tra cui il sindaco Vincenzo Napoli, il prefetto Esposito, il questore Conticchio, rappresentanti della giunta e del consiglio comunale, oltre al delegato provinciale alla Cultura Francesco Morra. Nel suo intervento, il sindaco Napoli ha sottolineato il valore di questa festa come momento di fede, tradizione e identità collettiva. Ha inoltre espresso un accorato appello per la pace nel mondo, richiamando la gravità delle tragedie in corso, in particolare nella striscia di Gaza: «Che da Salerno possa partire un messaggio di speranza e fratellanza».
Il lungo percorso della processione ha attraversato le principali vie del centro storico, con soste significative per benedizioni davanti alla Caserma della Guardia di Finanza, in piazza Dante sul mare e davanti al Palazzo di Città. Nel cuore della città, alcuni tifosi della Salernitana hanno accolto il passaggio di San Matteo con fumogeni e bandiere, mentre Don Roberto Faccenda ha ironicamente augurato buona sorte alla squadra di calcio, pronosticando una vittoria che si è puntualmente realizzata poco dopo.
La festa si è conclusa con la tradizionale corsa per il rientro delle statue in Cattedrale, accolta da applausi e sorrisi. Un momento che ha unito ancora una volta Salerno nella devozione verso il proprio santo protettore, rinsaldando il senso di comunità e appartenenza.













