La minaccia del cybercrime continua a crescere in Italia e colpisce duramente anche la Campania, con il Salernitano tra le aree più esposte. I criminali informatici puntano su portali di lavoro e siti di news (42%), ma non risparmiano social e servizi finanziari. L’Osservatorio nazionale segnala una forte incidenza tra gli uomini tra i 51 e i 60 anni, con un preoccupante 7,9% di casi nella regione.

Nel 2024, il CSIRT italiano ha gestito quasi 2.000 eventi cyber, con attacchi raddoppiati rispetto all’anno precedente. In Campania sono state sequestrate oltre 2.000 SIM usate per truffe e sono 23 gli indagati per phishing e furti di dati. Nel Salernitano, criminali attivi nel riciclaggio di criptovalute hanno causato danni milionari.
Allarme anche nel settore sanitario: nei primi tre mesi del 2025, 21 attacchi hanno colpito strutture campane, con episodi rilevanti a Salerno. Otto cittadini sono stati vittime di sofisticate truffe telefoniche.

L’avvocato Alessandro Rubino, componente del Comitato Tecnico Scientifico che supporta l’Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud nelle commissioni cybersecurity e AI, sottolinea l’urgenza di una cultura della sicurezza: “Il problema è reale e vicino. Servono consapevolezza, formazione e investimenti concreti per proteggere persone, imprese e istituzioni”.














