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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Disabili bullizzati: Amedeo Auriemma, responsabile regionale per la sanità in Campania, denuncia l’emergenza ignorata

“Ogni gesto di esclusione e violenza aumenta isolamento e sfiducia. È urgente agire”. Negli ultimi giorni, episodi ripetuti di bullismo ai danni di persone con disabilità hanno messo in luce una cruda realtà, chi dovrebbe tutelare i più vulnerabili spesso resta inerte. Questi atti non sono semplici episodi di cattiveria, ma ferite profonde alla dignità e ai diritti fondamentali, con effetti devastanti sulla vita emotiva e sociale delle persone colpite.

A denunciare questa emergenza è Amedeo Auriemma, responsabile regionale per la Sanità in Campania. “Il bullismo contro le persone disabili è una piaga sociale che mina l’inclusione e la dignità di chi è già vulnerabile. Ogni gesto di esclusione e violenza aumenta l’isolamento, la sfiducia in sé stessi e la sensazione di reclusione emotiva. È urgente agire, implementando politiche inclusive, programmi concreti e percorsi di partecipazione attiva per le persone disabili,” dichiara Auriemma.

Un caso emblematico mette in evidenza le carenze della sanità territoriale: la chiusura della piscina riabilitativa nel Comune del Vallo, unica struttura presente da vent’anni per la terapia in acqua. Auriemma sottolinea:
“La chiusura di questa piscina rappresenta una ferita aperta nella rete di inclusione e riabilitazione. Senza strumenti adeguati, le persone disabili perdono l’accesso a un diritto fondamentale: vivere con dignità e autonomia.”

Il messaggio del responsabile regionale non lascia spazio a dubbi: “Se la sanità non diventa realmente inclusiva, territoriale ed efficace, resteremo sempre indietro. Non si tratta solo di cure, ma di dignità, diritti e futuro. Continuerò a denunciare questa emergenza finché non saranno adottate misure concrete.”

Il bullismo contro persone disabili è più di un atto individuale: è il segnale di un fallimento collettivo, morale e istituzionale. Ignorare questa emergenza significa tradire la responsabilità civile di proteggere chi è più fragile. Come afferma Auriemma:
“La misura del progresso di una comunità si valuta dal rispetto e dalla protezione dei suoi membri più vulnerabili. Non possiamo permetterci di chiudere gli occhi davanti a chi ha più bisogno di tutela.”

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