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martedì, 9 Giugno, 2026
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Truffe nella gestione dei centri di accoglienza: cinque arresti e sequestri tra Castel San Giorgio, Roccapiemonte e Mercato San Severino

Nelle prime ore della mattinata, è stata eseguita un’importante operazione coordinata dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Firenze, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Salerno, finalizzata a smascherare un vasto sistema illecito nella gestione dei centri di accoglienza per richiedenti asilo attivi nelle province di Pistoia, Arezzo, Avellino, Pavia e Salerno.

L’attività investigativa ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari personali e al sequestro preventivo di beni nei confronti di una società cooperativa operante nel settore dell’accoglienza migranti, con sede legale a Castel San Giorgio, nel salernitano. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di concussione, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata in danno dello Stato e falsità ideologica commessa da incaricati di pubblico servizio.

In particolare, sono state eseguite: una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto ritenuto amministratore di fatto della società; quattro misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di figure che, a vario titolo, ricoprivano ruoli amministrativi, professionali e di collaborazione all’interno della medesima cooperativa, con domicilio nei comuni di Castel San Giorgio, Roccapiemonte e Mercato San Severino.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati avrebbero agito in concorso tra loro, sfruttando le proprie posizioni all’interno della cooperativa per esercitare pressioni indebite sui richiedenti asilo, frodare sistematicamente le pubbliche amministrazioni, offrendo servizi non conformi o mai erogati, e attestare falsamente l’avvenuta esecuzione delle prestazioni previste nei bandi pubblici.

L’operazione ha compreso anche il sequestro preventivo di beni riconducibili alla società cooperativa coinvolta, finalizzato alla restituzione delle somme indebitamente percepite.

L’inchiesta, ancora in corso, rappresenta uno dei più significativi interventi degli ultimi anni nel settore dell’accoglienza migranti in Italia, portando alla luce un sistema organizzato e strutturato che avrebbe sottratto ingenti risorse pubbliche destinate all’assistenza e all’integrazione dei richiedenti protezione internazionale.

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