La lingua e il dialetto rappresentano la voce autentica della storia, testimoni vivi di una cultura che resiste al tempo e continua a raccontare le proprie radici. Con la Giornata di Studio “Documentare e custodire il dialetto. Tecniche, metodi e strumenti”, prende il via a Teggiano un ciclo di appuntamenti dedicati alla lingua e alla cultura locale, nell’ambito delle Giornate Dianesi, promosse da Mõre Dianense e dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, in collaborazione con la BCC Monte Pruno e con il patrocinio del Comune di Teggiano, del Polo Liceale “Pomponio Leto” e dell’Istituto Comprensivo di Teggiano.

La Banca Monte Pruno conferma così il proprio impegno nella valorizzazione della storia, delle tradizioni e dell’identità locale, sostenendo iniziative che rafforzano il senso di appartenenza e favoriscono la conoscenza delle radici come patrimonio collettivo.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Michele Di Candia, sindaco di Teggiano, Cono Federico, direttore generale della Banca Monte Pruno, e Mariella D’Alessio, dirigente scolastica. A introdurre i lavori sarà Vincenzo Andriuolo, presidente di Mõre Dianense, seguito dagli interventi della prof.ssa Carolina Stromboli (Università di Salerno), del prof. Giovanni Abete (Università Federico II di Napoli) e della prof.ssa Valentina Retaro (Università di Udine). L’incontro sarà moderato da Rocco Colombo, direttore editoriale di OndaNews.
Nel corso della giornata, la prof.ssa Lucia Buccheri (Università di Salerno) presenterà il volume “Campania dialettale. Studi sul repertorio linguistico di oggi”. A margine dell’iniziativa, Cono Federico ha sottolineato: «Sostenere eventi come questo significa valorizzare la memoria del territorio e le sue espressioni più autentiche. La Banca Monte Pruno è profondamente legata alla propria comunità e crede che promuovere la cultura e l’identità locale, attraverso interventi autorevoli, rappresenti un patrimonio da custodire e trasmettere. Investire nelle radici significa guardare con fiducia al futuro».
La Giornata di Studio sarà un’importante occasione di riflessione sul ruolo del dialetto come ponte tra passato e futuro, tra educazione, ricerca e tradizione, rinnovando così il legame profondo tra la comunità e la propria storia.