Con parole cariche di affetto e riconoscenza, Libera Basilicata ha salutato il trasferimento di don Marcello Cozzi, che assumerà un nuovo incarico pastorale in un’altra Diocesi. Un cambiamento significativo per tutta la comunità lucana e, in particolare, per quel mondo dell’impegno civile e sociale che ha sempre visto in don Marcello una figura di riferimento.
Per anni, la sua presenza sul territorio ha rappresentato molto più di un ministero sacerdotale. È stato un punto d’incontro tra il linguaggio della fede e quello della giustizia, tra la prossimità pastorale e l’impegno concreto contro mafie, corruzione e ingiustizie. Come ricorda Libera, “la sua è stata una voce capace di dare parola a chi non ne aveva più, soffocato dalla solitudine o dalla rassegnazione”.

Storico referente di Libera sia a livello regionale sia nazionale, don Marcello ha contribuito in modo determinante alla crescita del movimento nella regione, promuovendo un’attività fatta di ascolto, studio, denuncia e formazione. Un lavoro spesso silenzioso ma incisivo, portato avanti senza cercare visibilità, ma con la forza della coerenza e della passione civile.
Nel messaggio diffuso da Libera, si sottolinea come il cammino condiviso con don Marcello non sia stato sempre semplice: “Non è una strada fatta di folle oceaniche, ma di sentieri impervi, strade chiuse, squarci di luce e tanto buio. Ma ne è valsa la pena. Ne vale la pena”.
Oltre a don Marcello, anche don Franco, storico parroco di Sant’Anna, lascerà la guida della comunità dopo quasi sessant’anni di servizio. A lui viene riconosciuto il merito di aver fatto della sua parrocchia un luogo inclusivo, aperto ai poveri e impegnato nella costruzione della pace, anche grazie alla capacità di dialogare con il mondo laico e con chi, pur non credendo, ha condiviso valori e percorsi di giustizia.
Libera ha espresso profonda gratitudine a entrambi i sacerdoti per aver contribuito alla crescita di una comunità più consapevole, autonoma e radicata nel territorio. “La loro capacità di ascolto, la profondità dello sguardo e la coerenza dell’impegno continueranno a essere per noi un punto di riferimento”, si legge nella nota.
Nel salutare don Marcello, Libera auspica che il suo nuovo cammino pastorale possa essere ricco di incontri, bellezza e lotte giuste, e non esclude che in futuro il suo impegno possa tornare a incrociarsi con la Basilicata, una terra che ha amato e difeso anche nei momenti più difficili, spesso scontrandosi con poteri ostili e meccanismi di silenzio.
Nel documento non manca una riflessione sul presente. I recenti scandali, come l’inchiesta sull’“affidopoli” lucana, sono segnali allarmanti di un deterioramento dell’etica pubblica e dell’incapacità delle istituzioni di reagire a certe dinamiche di potere. “Sembra, a volte, che tutto possa essere digerito e sopportato. E allora, oggi più che mai, è tempo di passi in avanti”, scrive Libera, ribadendo l’urgenza di costruire un fronte sociale ampio, capace di contrastare non solo le mafie tradizionali, ma quella cultura mafiosa che si infiltra in ogni piega della vita pubblica.
Nel ricordare il dovere della memoria e dell’impegno, Libera richiama l’attenzione anche su tragedie quotidiane troppo spesso ignorate: dalle morti sul lavoro al dramma delle carceri, fino alla condizione dei migranti. “Tocca a noi tenere accesa la fiamma, anche quando tutto sembra spegnersi”.














