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giovedì, 30 Aprile, 2026
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Violenza sulle donne, 25 denunce in dieci mesi: il bilancio di “Telefono Donna” e l’impegno delle istituzioni

Venticinque denunce tra gennaio e ottobre 2025. È il dato più significativo del bilancio annuale del Centro antiviolenza “Telefono Donna” di Potenza, che conferma come la violenza di genere resti una crisi sociale ancora lontana dall’essere superata. Un numero che, simbolicamente, richiama proprio il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

A presentare il report è stata la presidente dell’associazione, Cinzia Mazzoccoli, che ha evidenziato come “ai nuovi casi si siano aggiunti 26 contatti attivati nel 2024, per un totale di 130 situazioni seguite. Delle 25 donne che hanno avviato percorsi di tutela, 19 hanno denunciato maltrattamenti e quattro episodi di stalking. La maggior parte ha tra i 42 e i 49 anni, e proviene prevalentemente dal Potentino”.

Fondamentale il lavoro di ascolto, 299 colloqui svolti nei primi dieci mesi dell’anno, tra supporto personale, psicologico e legale. Un dato che conferma quanto la violenza, domestica e non, assuma forme diverse, spesso difficili da riconoscere senza un aiuto qualificato. Colpisce anche la crescente presenza di donne straniere che denunciano violenze da partner italiani, un’inversione rispetto al passato.

Tra gli strumenti più efficaci messi in campo dal Centro, la casa rifugio, che ha accolto nove persone, tra cui due minori. Un presidio indispensabile per chi deve allontanarsi rapidamente dal contesto violento. Il quadro locale riflette un problema nazionale: secondo l’Istat, oltre 6,4 milioni di donne italiane hanno subito almeno una forma di violenza nella vita. E il luogo più pericoloso resta spesso quello domestico, partner ed ex sono responsabili di oltre metà degli episodi di violenza fisica, e il 64% degli stupri è commesso da compagni o ex.

Denunce ancora basse, paura e vergogna persistenti rendono fondamentale il ruolo della prevenzione. In questa direzione si muove la campagna permanente della Polizia di Stato, “…questo NON è AMORE”, che con incontri pubblici e materiali informativi aiuta le donne a riconoscere i primi segnali di abuso e a capire dove chiedere aiuto.

L’opuscolo distribuito durante gli eventi, disponibile in formato cartaceo e digitale, contiene numeri utili, contatti dei centri antiviolenza, riferimenti normativi e testimonianze di chi è riuscito a uscire dal ciclo della violenza. Il contrasto alla violenza di genere passa dunque da due direttrici inseparabili, ascolto e prevenzione. Perché ogni denuncia non rappresenta solo un dato, ma la possibilità concreta di salvare una vita.

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