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domenica, 19 Aprile, 2026
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Pompei, l’Intelligenza Artificiale ricompone gli affreschi: la tecnologia ricostruisce frammenti millenari

Volge al termine RePAIR, il progetto europeo che per quattro anni ha unito robotica e intelligenza artificiale al servizio dell’archeologia, sperimentando un sistema capace di ricomporre gli affreschi frammentati di Pompei come un gigantesco puzzle. Il prototipo, testato direttamente nel Parco Archeologico di Pompei, ha dimostrato come le nuove tecnologie potranno in futuro alleggerire e velocizzare il lavoro degli archeologi.

La ricerca ha riguardato due complessi apparati decorativi distrutti dall’eruzione del 79 d.C. e successivamente danneggiati dai bombardamenti del 1943 e dal crollo della Schola Armaturarum nel 2010. Grazie alla digitalizzazione dei reperti e alla creazione di repliche artificiali, i robot hanno potuto manipolare senza rischi centinaia di frammenti.

Coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, il progetto ha coinvolto partner internazionali, tra cui l’Istituto Italiano di Tecnologia, la Ben-Gurion University (Israele), istituti in Portogallo e Germania e naturalmente il Parco di Pompei, che ha fornito competenze archeologiche e un ampio dataset di immagini. Il progetto è stato finanziato dall’UE nell’ambito di Horizon 2020.

Il sistema sviluppato comprende due bracci robotici dotati di “soft hand” capaci di afferrare delicatamente i frammenti, guidati da algoritmi avanzati di IA in grado di proporre ipotesi di ricomposizione anche in assenza di un’immagine finale di riferimento. A supporto, è stato realizzato anche un dispositivo portatile per la scansione 3D, utile per digitalizzare rapidamente i reperti.

“È un passo pionieristico verso un’archeologia più efficiente”, commenta Marcello Pelillo, coordinatore del progetto. Per il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, l’IA avrà un ruolo fondamentale nella gestione della crescente quantità di reperti e dati: “Nessun essere umano potrebbe ricomporre da solo migliaia di frammenti”.

L’infrastruttura robotica è stata installata nella Casina Rustica, ristrutturata per diventare centro tecnologico del progetto. Dopo la validazione, il sistema rappresenta ora uno degli sviluppi più promettenti per la conservazione e la ricostruzione del patrimonio archeologico.

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