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lunedì, 20 Luglio, 2026
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Monete e ornamenti di età ellenistica: ecco le nuove scoperte nelle Grotte di Pertosa-Auletta

Si è conclusa la nuova campagna di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, che ha restituito testimonianze di eccezionale interesse e aperto una nuova finestra di osservazione su circa cinque secoli di storia. Gli scavi, realizzati lungo la condotta d’ingresso, hanno riportato alla luce reperti che delineano un quadro più nitido dell’uso della grotta tra l’età ellenistica e la prima età romano-imperiale.

Tra i reperti riportati alla luce figurano numerose lucerne in terracotta, molte delle quali decorate e riconducibili alla prima età imperiale, monete di epoca ellenistica e romana e piccoli e preziosi ornamenti personali, che suggeriscono attività votive e momenti rituali ripetuti nel tempo. La disposizione dei materiali e la natura degli oggetti confermano che una parte di cavità presso l’ingresso era adibita a luogo di culto frequentato da gruppi locali o di passaggio nel territorio, attratti dal carattere simbolico e peculiare dell’ambiente ipogeo. Nel corso degli scavi sono emerse nuove palificazioni lignee e un battuto databile all’età del Bronzo finale, collegati allo straordinario villaggio palafitticolo protostorico già noto.

Le nuove scoperte consentiranno ora di definire con maggiore precisione le dinamiche culturali, economiche e sociali legate al territorio della valle del Tanagro nel corso dei secoli. La campagna rientra nella concessione triennale 2025-2027 affidata dal MIC alla Fondazione MIdA, guidata dalla presidente Maria Rosaria Carfagna, in collaborazione con l’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”, con il sostegno del Gruppo IREN.

Per la prima volta il cantiere è stato aperto al mondo della scuola grazie al progetto di Formazione Scuola Lavoro della Fondazione MIdA con Eduiren (Gruppo IREN), offrendo agli studenti la possibilità di osservare da vicino il lavoro scientifico e di confrontarsi con un patrimonio unico a livello europeo. Ora le prossime attività proseguiranno con scavi, analisi specialistiche e documentazione scientifica dei reperti.

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