Nel pieno di un vasto programma di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie del Mezzogiorno, emergono criticità che interrogano il senso stesso degli investimenti pubblici. Accade nel basso Cilento, dove le stazioni ferroviarie di Centola-Palinuro-Marina di Camerota e Pisciotta-Palinuro, pur inserite in un più ampio progetto di riqualificazione, risultano tuttora inaccessibili alle persone con disabilità, sollevando interrogativi sulla reale efficacia delle politiche di mobilità inclusiva.
A riportare l’attenzione sul tema è Christian Durso, attivista per i diritti delle persone con disabilità, che dopo una lunga interlocuzione con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e il coinvolgimento delle amministrazioni comunali interessate, ha formalizzato un appello diretto ai vertici della Regione Campania. La vicenda ha origine da una diffida inviata nei mesi scorsi a RFI, con cui Durso ha segnalato la presenza di barriere architettoniche nelle due stazioni cilentane, entrambe collocate lungo la linea Battipaglia–Reggio Calabria, uno degli assi ferroviari principali del Sud Italia.
Nella risposta ufficiale, RFI ha confermato che le stazioni di Pisciotta-Palinuro e Centola-Palinuro-Marina di Camerota presentano marciapiedi di altezza ridotta e accessi ai binari esclusivamente tramite sottopassi con scale, circostanza che ne limita l’utilizzo autonomo da parte delle persone con ridotta mobilità. Il gestore dell’infrastruttura ha inoltre precisato che tali stazioni non rientrano attualmente nel circuito nazionale di assistenza alle persone con disabilità, composto da oltre 370 scali, e che l’attuale quadro normativo non impone l’obbligo di inserimento automatico di una stazione in tale rete. Un passaggio, tuttavia, assume rilievo centrale: secondo quanto indicato da RFI, la selezione delle stazioni da rendere prioritarie avviene attraverso consultazioni con le Regioni, che possono intervenire nella valutazione complessiva delle richieste avanzate dagli enti locali.

Alla luce di questa posizione, Durso ha indirizzato una lettera aperta al neo Governatore della Regione Campania, Roberto Fico, al Consiglio Regionale, alla Prefettura di Salerno e al Garante regionale per le persone con disabilità, chiedendo un chiarimento ufficiale sulle scelte operate e sulle eventuali programmazioni future. Nella missiva, l’attivista sottolinea come Centola e Pisciotta siano territori a forte vocazione turistica, frequentati ogni anno da visitatori italiani e stranieri, comprese numerose persone con disabilità, per le quali l’inaccessibilità delle stazioni rappresenta un limite concreto alla mobilità e alla permanenza sul territorio.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio. A partire dal 2018, RFI ha avviato un programma di rimodernamento delle stazioni ferroviarie cilentane, sostenuto da uno stanziamento di circa 5 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato, tra le altre, le stazioni di Battipaglia, Paestum, Agropoli, Vallo della Lucania-Castelnuovo, Centola, Pisciotta, Policastro e Sapri, prevedendo opere di restyling architettonico, innalzamento dei marciapiedi, nuovi servizi igienici, impianti di videosorveglianza e il miglioramento degli impianti di illuminazione ed emergenza.
Nonostante tali interventi, le stazioni di Centola e Pisciotta continuano a presentare criticità in termini di accessibilità. RFI ha fatto sapere che gli scali in questione non sono al momento ricompresi nel Piano Integrato Stazioni, che interessa circa 620 stazioni a livello nazionale, pur indicando la possibilità di valutare in futuro interventi specifici, come la realizzazione di ascensori per la stazione di Pisciotta.
Sulla vicenda sono intervenute anche le amministrazioni locali. Il Comune di Centola, per tramite del sindaco Rosario Pirrone, ha sollecitato formalmente RFI a fornire risposte puntuali sulla programmazione di interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche, evidenziando come le segnalazioni inviate siano rimaste a lungo prive di riscontro.
Durso ha chiesto ora ai sindaci di Centola e Pisciotta di rafforzare l’azione istituzionale, promuovendo un’interlocuzione diretta con la Regione Campania affinché il tema dell’accessibilità ferroviaria nel basso Cilento venga inserito tra le priorità dell’agenda regionale.
La vicenda delle stazioni di Centola e Pisciotta mette in luce una questione che va oltre il perimetro territoriale cilentano, la difficoltà di garantire accessibilità universale anche nei contesti interessati da investimenti pubblici significativi. Un tema che intreccia mobilità, turismo e diritti civili, e che ora chiama in causa direttamente le istituzioni regionali.
In attesa di una presa di posizione ufficiale da parte della Regione Campania, il caso resta aperto, ponendo una domanda centrale nel dibattito sulle infrastrutture pubbliche, “è possibile parlare di sviluppo e inclusione se una parte dei cittadini continua a incontrare barriere nell’accesso ai servizi essenziali?”














