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domenica, 19 Aprile, 2026
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Dopo sei giorni su una barella, una donna trans rifiuta ricovero del reparto maschile del Ruggi di Salerno. Interviene il presidente Fico

Sei giorni su una barella del pronto soccorso, poi la proposta di un ricovero in una stanza condivisa con uomini. È il calvario vissuto da Iolanda, donna trans di mezza età, al Ruggi d’Aragona di Salerno, dove era arrivata in condizioni di salute precarie.

Alla base del rifiuto della struttura c’era il dato biologico: per l’ospedale non poteva essere ricoverata in un reparto femminile. Una sistemazione che la paziente ha giudicato lesiva della propria dignità, decidendo di lasciare l’ospedale nonostante i rischi per la sua salute.

La vicenda ha attivato la rete di supporto, con l’intervento dell’associazione Trans Napoli e dell’Osservatorio Lgbtqia+ della Campania, che hanno denunciato una gestione definita “inaccettabile” e priva di rispetto. In una nota, i rappresentanti delle associazioni hanno parlato di una paziente “privata di dignità e diritti fondamentali”.

Dopo ore trascorse all’esterno del pronto soccorso, sotto la pioggia, la situazione si è sbloccata solo in tarda serata grazie alla mediazione del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, insieme agli assessori Claudia Pecoraro e Andrea Morniroli.

La direzione sanitaria del Ruggi ha quindi trovato una soluzione alternativa, disponendo il ricovero di Iolanda in una stanza del reparto di chirurgia e porgendo le scuse ufficiali per quanto accaduto. Fico ha annunciato la volontà di avviare linee guida regionali per evitare che casi simili si ripetano.

Una vicenda che riaccende il dibattito sulla dignità delle cure e sull’urgenza di protocolli chiari per l’accoglienza dei pazienti transgender nel sistema sanitario pubblico.

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