Dopo l’annuncio da parte dell’amministrazione di Buonabitacolo sul trasferimento della gestione del servizio idrico alla società Consac spa, il Comitato Acqua ha fatto emergere – in un incontro – “il proprio grande disappunto di fronte all’ennesimo provvedimento, di così grande importanza e sensibilità per l’intera cittadinanza, adottato, seppure in accoglimento di una sentenza del Consiglio di Stato, in spregio delle più elementari regole di democrazia e trasparenza e con una totale mancanza di rispetto verso i cittadini stessi”. Dal Comitato qui sono arrivate delle domande, protocollate, al sindaco e ai consiglieri comunali sui motivi per il quale il sindaco non ha coinvolto la popolazione su una questione. “Chiediamo al sindaco di illustrarci dettagliatamente l’iter legale tenuto dal comune, e di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la diligenza del proprio operato e di quello del legale incaricato. Perché il sindaco ha proceduto a sottoscrivere il contratto con il Consac senza prima convocare consiglio comunale in merito, e quindi consultarsi con gli altri amministratori e informarli formalmente?
Il Comitato incalza anche i consiglieri. “Ritenete che il sindaco abbia agito con correttezza, coscienziosità e trasparenza in questi anni in cui non ha coinvolto né puntualmente informato la popolazione?”. Nell’annuncio il sindaco di Buonabitacolo aveva coinvolto anche i Comuni di Sanza e Montesano. A Sanza è stato fissato per sabato un Consiglio comunale nell’aula magna delle scuole medie con un punto chiaro all’ordine del giorno: esprimere il no alla cessione dell’acqua al Consac.
Sulla stessa linea il sindaco di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rinaldi, il quale in una diretta Facebook, ha spiegato l’iter legale che il Comune sta portando avanti per scongiurare quello che definisce un rischio per l’autonomia gestionale.















