Clima di forte tensione all’ASL Salerno, dove la Cisl Funzione Pubblica ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale precario, chiedendo l’immediato avvio delle procedure di stabilizzazione e denunciando l’assenza di confronto da parte dell’Azienda.

La decisione arriva dopo le note sindacali inviate nelle scorse settimane, rimaste senza riscontro, e dopo l’adozione della delibera n. 280 del 24 febbraio 2026 con cui l’ente ha disposto la proroga di alcuni incarichi professionali con partita Iva nell’ambito delle linee progettuali aziendali. Secondo il sindacato, si tratterebbe di atti unilaterali e illegittimi, adottati senza il previsto confronto sulle dinamiche occupazionali.
Al centro della vertenza c’è la richiesta di stabilizzazione di tutti i lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalla legge 234 del 2021, compresi i dipendenti a tempo determinato reclutati tramite avviso pubblico, il personale assunto ai sensi dell’articolo 15-octies del decreto legislativo 502/1992 e gli operatori sanitari impiegati in servizi esternalizzati che abbiano svolto attività assistenziale diretta.
Il sindacato richiama anche la disposizione emanata il 29 gennaio scorso dalla Regione Campania, che invita le aziende del servizio sanitario regionale ad avviare con priorità le procedure di stabilizzazione per tutti i lavoratori in possesso dei requisiti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale.
Secondo la Cisl Fp, mentre le dotazioni organiche ordinarie risultano formalmente sature, resterebbero margini nelle dotazioni afferenti al DM 77/2022 – Pnrr Missione 6. Tuttavia, alcune linee progettuali verrebbero prorogate fino al raggiungimento dei 24 mesi per poi cessare e, in altri casi, i rapporti di lavoro si interromperebbero automaticamente nei prossimi mesi.
Una situazione definita “inaccettabile” dal sindacato, che ha convocato un’assemblea generale dei lavoratori per il 12 marzo presso l’aula “Winny Rufolo” a Salerno e ha chiesto al Prefetto la convocazione del tavolo di raffreddamento e conciliazione, non escludendo il ricorso alle vie legali per condotta antisindacale.
La vertenza ora entra nel vivo, con il personale precario pronto alla mobilitazione in attesa di risposte concrete sul proprio futuro occupazionale.














