La Regione Campania ha notificato il decreto di rigetto dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alle Fonderie Pisano, al termine di un procedimento ritenuto dalla Regione “rigoroso fondato su valutazioni tecniche e giuridiche puntuali”. Si tratta, questo, di un passaggio decisivo che segna un cambio di marcia netto, in linea con l’indirizzo politico del Presidente Fico, fondato sulla centralità della tutela dell’ambiente e della salute delle cittadine e dei cittadini. La decisione si colloca nel solco tracciato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha riconosciuto un danno alla vita privata e familiare delle persone residenti nei territori interessati, richiamando le istituzioni al dovere di intervenire e porre rimedio a una situazione protratta per anni. “La Regione agisce dunque per senso di responsabilità e lealtà istituzionale, dando attuazione a un principio di diritto che rappresenta per noi un faro imprescindibile”, si legge ancora nella nota.
Determinante il lavoro dell’assessorato all’Ambiente guidato da Claudia Pecoraro e l’impegno dei dirigenti e degli uffici regionali, che hanno condotto un’istruttoria approfondita, evidenziando l’impossibilità di garantire il rispetto delle BAT e dei limiti emissivi previsti dalla normativa europea.
“Con il decreto di rigetto dell’AIA compiamo un passo importante – dichiara l’assessora Claudia Pecoraro – non solo per affermare la centralità della salute e dell’ambiente, ma per dare concreta attuazione a un obbligo morale e giuridico. Dopo anni in cui non si è riusciti a individuare soluzioni realmente sostenibili, abbiamo il dovere di intervenire. Allo stesso tempo, siamo pienamente consapevoli delle ricadute sui lavoratori e sulle lavoratrici, e il nostro impegno è garantire percorsi di tutela e futuro. La Regione Campania sceglie di agire con responsabilità, nel rispetto delle istituzioni e dei diritti fondamentali, per restituire qualità della vita ai territori e costruire un futuro finalmente compatibile con la salute delle comunità”, ha concluso l’assessora.















