

La Rassegna permanente delle Antiche Vestiture custodita al Museo Civico Insteia di Polla si arricchisce di un nuovo elemento di grande valore storico e culturale: l’Antico Abito Nuziale Pollese. Per la prima volta è possibile ammirare anche il velo rosso che cingeva il capo della sposa, un tratto distintivo che richiama le antiche tradizioni greche, romane e bizantine e che non trova riscontro in altri costumi nuziali italiani.
Il progetto è stato promosso dal Comune di Polla attraverso il delegato alla Cultura Giovanni Corleto, con il contributo del prof. Antonio Tortorella e del direttore del Museo Maurizio D’Amico, e reso possibile grazie a un finanziamento ministeriale previsto dalla Legge 160 del 2019. L’abito è stato realizzato interamente a mano dalla maestra sarta Donata Calps, con materiali di pregio e tecniche tradizionali, dopo un lungo lavoro di ricerca storica e ricostruzione filologica. In occasione della residenza artistica dell’Accademia di Belle Arti di Roma a Polla, la procedura di vestitura è stata documentata integralmente per finalità scientifiche e divulgative, con la supervisione del prof. Tortorella e la collaborazione di Emanuela Metitieri come modella. L’abito si distingue per il velo completamente rosso, elemento unico nel panorama delle tradizioni italiane, insieme al grembiule in seta cangiante detto “musaledda” e alla cintura con fregio dorato che richiama simbologie del mondo romano. Particolare attenzione è stata dedicata anche al recupero di tecniche sartoriali antiche e di elementi decorativi come i bottoni in filigrana, provenienti da storiche manifatture. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del Museo Civico Insteia che comprende digitalizzazione delle collezioni, nuovi allestimenti, strumenti multimediali e segnaletica museale. Il delegato alla Cultura Giovanni Corleto ha sottolineato che «è uno straordinario lavoro di squadra, i cui frutti saranno presto presentati alla comunità. L’obiettivo è rendere il Museo sempre più dinamico e capace di dialogare con pubblici diversi, consolidandone il ruolo come punto di riferimento culturale e identitario del territorio». Il direttore del Museo Maurizio D’Amico ha dichiarato che «il museo deve essere un organismo vivo, capace di generare conoscenza e partecipazione. L’adesione al progetto TRAME del PNRR CHANGES ha permesso di inserire la collezione in una rete nazionale di ricerca, rafforzando il legame tra patrimonio e innovazione»














