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giovedì, 21 Maggio, 2026
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Intelligenza artificiale e informazione: ieri l’incontro promosso dalla Diocesi di Teggiano- Policastro

Ieri pomeriggio, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, si è svolto l’incontro  “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale”, organizzato dalla Diocesi di Teggiano-Policastro in occasione della 60esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

L’iniziativa, realizzata col patrocinio della Conferenza Episcopale Campana, dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, dell’UCSI Campania e dell’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, ha messo al centro il rapporto tra comunicazione, verità e responsabilità, alla luce delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta introducendo nei processi informativi, educativi e relazionali.

Dopo l’introduzione di Massimo La Corte, incaricato regionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Campana, sono seguiti i saluti di Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Mariangela Parisi, consigliere nazionale dell’UCSI, Rocco Colombo, Presidente dell’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, e don Michele Totaro, Direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali.

“I 20 ordini regionali e l’ordine nazionale- ha spiegato Lucarelli ai microfoni di Italia2- hanno varato un nuovo codice deontologico con un ampio capitolo sull’Intelligenza Artificiale perché bisogna rispettare le regole. Il giornalista, se utilizza l’IA, deve informare l’opinione pubblica ed è il responsabile degli errori che possono nascere, perché l’IA non è perfetta”.

“L’ultima parola, anche quando si utilizza l’IA- ha concluso il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania- spetta sempre al giornalista, è lui che può utilizzarla ma deve governarla”.

Successivamente, Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI, ha offerto approfondimenti e spunti per rileggere e poter vivere concretamente il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, indicando una comunicazione capace di restare realmente al servizio della persona.

A seguire, il giornalista e docente di comunicazione istituzionale presso la Pontificia Università della Santa Croce, Raffaele Buscemi, ha riflettuto su cosa l’IA non può fare, soprattutto davanti alla ricerca della notizia, alla responsabilità della verità e all’incontro con il volto concreto delle persone.

“Oggi- ha dichiarato Buscemi- parliamo di quello che può fare ancora il giornalista e che non può fare l’Intelligenza Artificiale, ovvero verificare e inserire le notizie in un contesto più ampio. Questo è qualcosa che l’IA non potrà mai fare neanche tra dieci anni”.

“Quella che noi chiamiamo intelligenza artificiale è un sistema linguistico di probabilità, probabilmente ti darà una risposta che statisticamente ha senso, ma che lei non è in grado  di comprendere e verificare. Il suo scopo- ha concluso Buscemi- non è verificare ma rendere il linguaggio plausibile, non è ragionare ma darci l’illusione di un’informazione ragionata”.

Le conclusioni sono state affidate al Vescovo della Diocesi di Teggiano – Policastro, padre Antonio De Luca, che ha invitato tutti a non avere paura dell’ambiente digitale e dell’intelligenza artificiale, ma di conoscerli e abitarli da cristiani, con responsabilità e fiducia.

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