Una sanità territoriale più moderna, diffusa e vicina ai cittadini, capace di ridurre le distanze e garantire il diritto alla salute anche nelle aree interne della Basilicata. È questo l’obiettivo del nuovo modello organizzativo illustrato dall’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico, che ha presentato il cronoprogramma della riforma della medicina territoriale lucana.
“Stiamo costruendo, passo dopo passo, una medicina territoriale più vicina ai bisogni reali delle persone – ha dichiarato Latronico – capace di azzerare le distanze e superare le disuguaglianze geografiche della nostra regione. Non destrutturiamo, ma riorganizziamo; non indeboliamo, ma fortifichiamo”.

Il piano regionale si inserisce nel quadro delle direttive previste dal Dm 77 del 2022 ed è sostenuto da specifici atti normativi regionali, tra cui la Dgr 948 del 2022, approvata dal Consiglio regionale nel 2023, e la Dgr 600 del 2024.
Il nuovo sistema si fonda su due pilastri: infrastrutture e personale sanitario. Sul fronte delle risorse umane, nel 2025 è stato avviato un importante rafforzamento degli organici con circa 800 assunzioni tra personale sanitario e amministrativo distribuite nelle aziende del sistema sanitario regionale. A queste si aggiungeranno, entro i prossimi sei mesi, altri 263 Infermieri di Famiglia o Comunità.
Grande attenzione sarà dedicata anche all’innovazione tecnologica, con il potenziamento della telemedicina e del teleconsulto per portare servizi specialistici direttamente nelle case dei cittadini.
La nuova organizzazione della sanità territoriale sarà articolata su tre livelli assistenziali: persone senza patologie croniche, pazienti con cronicità semplice e pazienti con cronicità complessa.
Il modello infrastrutturale seguirà una logica Hub e Spoke. Al centro del sistema ci saranno le Case della Comunità, considerate la Porta unica di accesso ai servizi sociosanitari. In Basilicata sono previste 6 Case della Comunità Hub e 13 Spoke.
“La Casa della Comunità – ha spiegato Latronico – non è un semplice insieme di ambulatori, ma una struttura unitaria dedicata alla presa in carico globale della persona. Nessuna struttura esistente verrà chiusa e, nell’80 per cento dei casi, gli spostamenti della specialistica avverranno all’interno dello stesso comune”.
La rete sarà completata da 5 Ospedali di Comunità destinati ai ricoveri brevi e alle cure a bassa intensità e da 6 Centrali Operative Territoriali (COT), già attivate, che coordineranno i flussi informativi e le transizioni di cura.
Tra le principali novità figura anche l’attivazione del numero unico europeo 116-117, destinato a diventare il riferimento per tutte le richieste sanitarie territoriali non urgenti, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso.
Particolarmente innovativa anche l’introduzione di 10 ambulatori mobili per distretto, destinati soprattutto alle aree rurali e montane come il Pollino. Le unità mobili, coordinate dalle COT, offriranno prestazioni sanitarie, screening, prevenzione e servizi di telemedicina direttamente nei territori più difficili da raggiungere.
“La logica è semplice – ha sottolineato l’assessore –: saranno i servizi e i medici a spostarsi verso i cittadini e non il contrario”.
Secondo il cronoprogramma illustrato dalla Regione, la prima fase della riforma è già stata completata con l’attivazione delle COT e delle AFT. La prossima settimana rappresenterà un passaggio decisivo con l’avvio ufficiale del numero unico 116-117 e delle nuove strutture territoriali.
Entro la fine di giugno è prevista una prima revisione del modello relativo alla specialistica e ai PAT, mentre entro la fine dell’anno il sistema sarà integrato con i servizi di Salute Mentale, Prevenzione, Farmacia dei Servizi e con il coinvolgimento del Terzo Settore.
“Si tratta di una macchina complessa che perfezioneremo giorno dopo giorno attraverso il confronto con i territori – ha concluso Latronico –. In questi giorni stiamo incontrando tutti i sindaci lucani perché l’obiettivo comune resta il benessere, la sicurezza e la salute dei cittadini della Basilicata”.














